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	<title>Commenti a: Salerno: Politiche giovanili, Sport e Formazione, Iannone illustra priorità 2010</title>
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	<description>L'informazione di Salerno e provincia è on line</description>
	<pubDate>Wed, 30 May 2012 11:01:54 +0000</pubDate>
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		<title>Di: aurelio</title>
		<link>http://www.dentrosalerno.it/web/2010/04/30/salerno-politiche-giovanili-sport-e-formazione-iannone-illustra-priorita-2010/#comment-22821</link>
		<dc:creator>aurelio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 May 2010 03:53:31 +0000</pubDate>
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		<description>Per eventuali "piagnistei" e insulse critiche, la risposta è in questo aricolo pubblicato su "Cronache" in occasione della decima Exposcuola (novembre 2009)
Decima e ultima?
Aurelio Di Matteo
Anche la decima edizione dell’Exposcuola è terminata. La domanda secca e chiara che bisogna rivolgere alla Provincia è la seguente: sarà finalmente l’ultima? Saremo d’ora in poi liberati da questa inutile e sumptuosa fiera delle vanità, mostra di saltimbanchi e giocolieri? Qualcuno, il solito politico trasformista o l’immancabile sempre attivo intellettuale nullafacente, per farla in qualche modo sopravvivere, proporrà di certo due cose: cambiare formula e inserire nell’organizzazione e gestione qualche nuovo questuante, però dell’area di centro-destra. Quest’ultima figura, poi, è specie faunistica difficile da estinguere, pur ricorrendo ai più drastici e radicali trattamenti chimici.
Ai sempiterni laudatores temporis acti (et sumptuosi) – per i colti destinatari espositori è d’obbligo il latino! – vogliamo rivolgere la stessa domanda che proponiamo da alcuni anni, senza che ci sia stata una risposta basata su monitoraggi e valutazioni né aleatori né affidati a vuote argomentazioni e slogan pubblicitari. È una domanda che non poniamo solo noi, ma quelle migliaia di elettori e di cittadini che hanno sperato, e sperano, in un deciso cambiamento di metodi e di contenuti.
 La domanda è questa. Come avviene per ogni investimento, c’è qualcuno che abbia valutato, con monitoraggio esterno, obiettivo ed esperto, quale concreta e produttiva ricaduta ci sia stata sul sistema scolastico provinciale con la decennale kermesse di Exposcuola? E preventivamente, a chi è affidato il compito di selezionare e valutare la validità culturale, pedagogica e didattica di ciò che viene “esposto” e “rappresentato” in questo circo che, con una buona dose di presunzione, si autodefinisce “il Salone del confronto tra le proposte formative dell'Europa e del Mediterraneo”? In questi dieci anni, probabilmente distratti dall’antico compito di “fare scuola”, non ci siamo accorti dell’equipe di grandi pedagogisti, novelli profeti della scuola del futuro, che tanto miglioramento hanno comportato nella scuola salernitana da rendere inutile ogni riforma da parte del Ministero della P.I., né abbiamo trovato un po’ di tempo per leggere il loro pedigree accademico e culturale e le loro dotte pubblicazioni scientifiche, di certo note e apprezzate anche fuori dei confini italici. Ma questa è domanda corollario, un po’ irriverente, da cittadino scarsamente informato!
Ritorniamo alla prima. C’è qualcuno che, ignorando la vetrina mediatica dell’apparire dei politici e dei 
sedicenti esperti, abbia valutato e ipotizzato comparativamente un investimento serio e produttivo per gli Istituti scolastici secondari, al fine di utilizzare quelle somme senza sciupio, a beneficio di tutti gli alunni e in coerenza con le funzioni e i compiti affidati dalla normativa all’Ente Provincia? E a proposito di somme, questa rappresentazione circense quanto costa annualmente e quanto è costata in dieci anni? Sono esatti i 400 mila euro di quest’anno e i 600 mila e più dello scorso anno? Senza contare che a questi della Provincia di Salerno bisogna aggiungere i costi a carico degli altri Enti e delle singole scuole.
Se non ci siamo distratti anche in questo caso, la normativa affida all’Ente Provincia la competenza sulla realizzazione di nuovi edifici e sulle spese per la loro gestione e manutenzione, relativamente a tutti i tipi di scuole d’istruzione superiore, il dimensionamento della rete scolastica, gli interventi per l’integrazione scolastica e quelli educativi particolarmente finalizzati alla prevenzione dello svantaggio scolastico, i progetti sul trasporto scolastico integrato, il piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle attrezzature, la sospensione delle lezioni in casi gravi e urgenti. A noi, poco informati, non risulta da nessuna parte che la Provincia, come pomposamente viene presentata Exposcuola, sia deputata a “determinare l’ottimizzazione dell’offerta scolastica attraverso la formazione di docenti e dirigenti, il trasferimento di buone pratiche, l’implementazione del rapporto scuola territorio e ogni altra utile azione atta a rendere la scuola sempre maggiormente snodo imprescindibile per la qualificazione dei tempi e degli spazi della contemporaneità” (addirittura!). Non sono, questi, compiti propri del Ministero della P.I. nelle sue varie articolazioni e dei singoli Istituti? A meno che la BIMED, inutile ente derivato e carrozzone tutto fare, non si ritenga Associazione esperta e indispensabile per costruire la scuola di domani e indicare le nuove linee pedagogiche e didattiche. 
A parte che dopo dieci anni in concreto non si avverte nessuna “ottimizzazione” dell’offerta scolastica, ma si notano soltanto edifici cadenti, aule insufficienti e circa sette milioni di euro spesi annualmente per affittare locali dai privati; a parte che dopo dieci anni non c’è stata nessuna “implementazione” (sic!) del rapporto scuola territorio, ma soltanto l’assenza di pur minimi supporti e interventi per facilitare l’integrazione degli alunni diversamente abili, questo sì compito prioritario della Provincia, è sotto gli occhi di tutto che questi quattro giorni di confusione e di festività aggiuntive per alunni caciaroni sono serviti a impinguare le entrate di quel carrozzone di sprechi e di clientele che sempre più si rivela la BIMED. 
E nel ricordare questa cosiddetta Associazione di Enti che, come leggiamo nella sua mission, “partendo dagli assunti gramsciani” passando “attraverso la ripresa culturale, la valorizzazione del patrimonio BAAAS locale, la promozione della nostra cultura e della nostra civiltà”, è finita anche per dare vita a Consorzi di aziende agricole private con evidenti scopi di commercializzazione camuffata da promozione di prodotti tipici, che nulla ha in comune con le Arti e con le Scienze, ci assale un dubbio atroce: vuoi vedere che con la scusa di chiudere con Exposcuola resta in piedi il Parco Scolastico del Mezzogiorno con un investimento di 30 milioni di euro, pari alla somma occorrente per costruire sei edifici scolastici per altrettanti Istituti standard per 25 classi? 
Sono domande irriverenti e da cittadino retrò, poco attento alle “novità” culturali e pedagogiche? Aspetto che qualcuno me lo dimostri, e dimostri con risultati e dati riscontrabili che l’enorme costo sia giustificato anche sotto il profilo della legittimità amministrativa nell’affidamento gestionale e nella selezione dei protagonisti e degli addetti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per eventuali &#8220;piagnistei&#8221; e insulse critiche, la risposta è in questo aricolo pubblicato su &#8220;Cronache&#8221; in occasione della decima Exposcuola (novembre 2009)<br />
Decima e ultima?<br />
Aurelio Di Matteo<br />
Anche la decima edizione dell’Exposcuola è terminata. La domanda secca e chiara che bisogna rivolgere alla Provincia è la seguente: sarà finalmente l’ultima? Saremo d’ora in poi liberati da questa inutile e sumptuosa fiera delle vanità, mostra di saltimbanchi e giocolieri? Qualcuno, il solito politico trasformista o l’immancabile sempre attivo intellettuale nullafacente, per farla in qualche modo sopravvivere, proporrà di certo due cose: cambiare formula e inserire nell’organizzazione e gestione qualche nuovo questuante, però dell’area di centro-destra. Quest’ultima figura, poi, è specie faunistica difficile da estinguere, pur ricorrendo ai più drastici e radicali trattamenti chimici.<br />
Ai sempiterni laudatores temporis acti (et sumptuosi) – per i colti destinatari espositori è d’obbligo il latino! – vogliamo rivolgere la stessa domanda che proponiamo da alcuni anni, senza che ci sia stata una risposta basata su monitoraggi e valutazioni né aleatori né affidati a vuote argomentazioni e slogan pubblicitari. È una domanda che non poniamo solo noi, ma quelle migliaia di elettori e di cittadini che hanno sperato, e sperano, in un deciso cambiamento di metodi e di contenuti.<br />
 La domanda è questa. Come avviene per ogni investimento, c’è qualcuno che abbia valutato, con monitoraggio esterno, obiettivo ed esperto, quale concreta e produttiva ricaduta ci sia stata sul sistema scolastico provinciale con la decennale kermesse di Exposcuola? E preventivamente, a chi è affidato il compito di selezionare e valutare la validità culturale, pedagogica e didattica di ciò che viene “esposto” e “rappresentato” in questo circo che, con una buona dose di presunzione, si autodefinisce “il Salone del confronto tra le proposte formative dell&#8217;Europa e del Mediterraneo”? In questi dieci anni, probabilmente distratti dall’antico compito di “fare scuola”, non ci siamo accorti dell’equipe di grandi pedagogisti, novelli profeti della scuola del futuro, che tanto miglioramento hanno comportato nella scuola salernitana da rendere inutile ogni riforma da parte del Ministero della P.I., né abbiamo trovato un po’ di tempo per leggere il loro pedigree accademico e culturale e le loro dotte pubblicazioni scientifiche, di certo note e apprezzate anche fuori dei confini italici. Ma questa è domanda corollario, un po’ irriverente, da cittadino scarsamente informato!<br />
Ritorniamo alla prima. C’è qualcuno che, ignorando la vetrina mediatica dell’apparire dei politici e dei<br />
sedicenti esperti, abbia valutato e ipotizzato comparativamente un investimento serio e produttivo per gli Istituti scolastici secondari, al fine di utilizzare quelle somme senza sciupio, a beneficio di tutti gli alunni e in coerenza con le funzioni e i compiti affidati dalla normativa all’Ente Provincia? E a proposito di somme, questa rappresentazione circense quanto costa annualmente e quanto è costata in dieci anni? Sono esatti i 400 mila euro di quest’anno e i 600 mila e più dello scorso anno? Senza contare che a questi della Provincia di Salerno bisogna aggiungere i costi a carico degli altri Enti e delle singole scuole.<br />
Se non ci siamo distratti anche in questo caso, la normativa affida all’Ente Provincia la competenza sulla realizzazione di nuovi edifici e sulle spese per la loro gestione e manutenzione, relativamente a tutti i tipi di scuole d’istruzione superiore, il dimensionamento della rete scolastica, gli interventi per l’integrazione scolastica e quelli educativi particolarmente finalizzati alla prevenzione dello svantaggio scolastico, i progetti sul trasporto scolastico integrato, il piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle attrezzature, la sospensione delle lezioni in casi gravi e urgenti. A noi, poco informati, non risulta da nessuna parte che la Provincia, come pomposamente viene presentata Exposcuola, sia deputata a “determinare l’ottimizzazione dell’offerta scolastica attraverso la formazione di docenti e dirigenti, il trasferimento di buone pratiche, l’implementazione del rapporto scuola territorio e ogni altra utile azione atta a rendere la scuola sempre maggiormente snodo imprescindibile per la qualificazione dei tempi e degli spazi della contemporaneità” (addirittura!). Non sono, questi, compiti propri del Ministero della P.I. nelle sue varie articolazioni e dei singoli Istituti? A meno che la BIMED, inutile ente derivato e carrozzone tutto fare, non si ritenga Associazione esperta e indispensabile per costruire la scuola di domani e indicare le nuove linee pedagogiche e didattiche.<br />
A parte che dopo dieci anni in concreto non si avverte nessuna “ottimizzazione” dell’offerta scolastica, ma si notano soltanto edifici cadenti, aule insufficienti e circa sette milioni di euro spesi annualmente per affittare locali dai privati; a parte che dopo dieci anni non c’è stata nessuna “implementazione” (sic!) del rapporto scuola territorio, ma soltanto l’assenza di pur minimi supporti e interventi per facilitare l’integrazione degli alunni diversamente abili, questo sì compito prioritario della Provincia, è sotto gli occhi di tutto che questi quattro giorni di confusione e di festività aggiuntive per alunni caciaroni sono serviti a impinguare le entrate di quel carrozzone di sprechi e di clientele che sempre più si rivela la BIMED.<br />
E nel ricordare questa cosiddetta Associazione di Enti che, come leggiamo nella sua mission, “partendo dagli assunti gramsciani” passando “attraverso la ripresa culturale, la valorizzazione del patrimonio BAAAS locale, la promozione della nostra cultura e della nostra civiltà”, è finita anche per dare vita a Consorzi di aziende agricole private con evidenti scopi di commercializzazione camuffata da promozione di prodotti tipici, che nulla ha in comune con le Arti e con le Scienze, ci assale un dubbio atroce: vuoi vedere che con la scusa di chiudere con Exposcuola resta in piedi il Parco Scolastico del Mezzogiorno con un investimento di 30 milioni di euro, pari alla somma occorrente per costruire sei edifici scolastici per altrettanti Istituti standard per 25 classi?<br />
Sono domande irriverenti e da cittadino retrò, poco attento alle “novità” culturali e pedagogiche? Aspetto che qualcuno me lo dimostri, e dimostri con risultati e dati riscontrabili che l’enorme costo sia giustificato anche sotto il profilo della legittimità amministrativa nell’affidamento gestionale e nella selezione dei protagonisti e degli addetti.</p>
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		<title>Di: aurelio</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 03:35:48 +0000</pubDate>
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		<description>Questa è un'ottima notizia: nessun contributo alla manifestazione  Exposcuola! Bravo Assessore Iannone!</description>
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