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Vita di Missione: il fumo fa male

Inserito da on 29 aprile 2010 – 00:00No Comment

 Padre Oliviero Ferro

C’è sempre qualcuno che,per sentirsi grande,prova a fare delle cose strane,delle cose che lo fanno sentire più grande. Mi ricordo sempre che il primo giorno dell’anno,certi ragazzi(adolescenti) festeggiavano l’arrivo del nuovo anno,prendendo una bella sbronza. Li trovavi al mattino,buttati per strada,mezzi intontiti e che parlavano tutte le lingue del mondo. Il loro maestro era stato la birra. <pensavano così di essere diventati grandi. O altri che,di nascosto, andavano a drogarsi,pensando con questo di risolvere i loro problemi personali. Lo sappiamo che tutto questo non serve,ma che bisogna affrontare i problemi della vita con coraggio,facendosi aiutare da persone sagge. Guardate un po’ cosa è successo in un Villaggio africano tanto tempo fa.“Un villaggio vive va nella pace e nella gioia sotto la guida di un capo giusto e saggio. Un giorno,volendo festeggiare la nascita di un figlio. Fece arrivare da un villaggio vicino dei bidoni di birra. Ma dato che non ne bastava per tutti,vi fece aggiungere della canapa(droga). Tutti si misero a bere. Da principio nella gioia calma della festa,poi,eccitati dalla droga,cominciarono a disputarsi,a farsi dei dispetti,fino ad arrivare a picchiarsi. Vedendo ciò, e prima che non fosse troppo tardi, il capo concluse la festa e rimandò tutti a casa. Il giorno dopo, tutti si vergognarono di quello che era successo. Si cercò la causa nella capanna del consiglio e la droga,che aveva provocato la confusione,fu cacciata dal villaggio. Tutte le piante furono strappate e bruciate. Invece,in un villaggio vicino,viveva un giovane che non voleva mai seguire i consigli che gli venivano dati. Andando a fare visita ai suoi amici,li vide fumare la canapa e li volle imitare. Gli dissero:”Fai attenzione,non è come il tabacco normale”. Non li ascoltò e si mise a fumare. Ma non durò molto tempo. Cominciò a ridere forte,saltò di qui e di là come un pazzo,si lasciò andare a delle stupidaggini. Arrivato a casa,cominciò a piangere,pensando che la capanna stava crollando e che gli alberi tremavano. I suoi genitori,preoccupati,fecero chiamare un guaritore. Venne e lo visitò,poi si mise a ridere:”Vostro figlio non è malato. Ha fumato della canapa. Quel che ci vuole,non è una medicina,ma una buona punizione”. Di questo si incaricò il padre a grande soddisfazione dei vicini”.

 

 

 

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