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Abusivismo: Fasano, Diodato e Brunetti (Pdl), sospendere abbattimenti anche in zone sottoposte a vincolo

Inserito da on 29 aprile 2010 – 06:546 Comments

 “Il Governo approvando il decreto legge che blocca fino al 30 giugno 2011 gli abbattimenti in Campania per gli abusi connessi alla prima abitazione realizzati entro il 31 marzo 2003 ha dimostrato grande senso di responsabilità. Ora, però, bisogna terminare l’opera completando il decreto legge con una norma che possa sospendere gli abbattimenti anche per gli abusi commessi in violazione di vincoli paesaggistici”. Lo affermano in una nota congiunta il Sen. Vincenzo Fasano ed il Consigliere Regionale della Campania Pietro Diodato. “In questi giorni – continuano Fasano e Diodato  – stiamo ricevendo numerosissime segnalazioni provenienti in particolare dagli abitanti delle isole del Golfo – Capri, Ischia e Procida – della penisola sorrentina, della costiera amalfitana e di tutte le altre zone della regione Campania sottoposte da anni a rigidissimi vincoli che, a modo di vedere nostro e di eminenti esperti del settore, risultano oramai anacronistici non fotografando più la situazione reale della domanda abitativa. Tali vincoli, infatti, non accompagnati da politiche edilizie valide, hanno finito con il penalizzare quei cittadini che, non riuscendo più a soddisfare le proprie esigenze abitative minime, sono stati talvolta costretti a dover costruire senza tutti i permessi”.  “Alla luce di ciò – concludono – stiamo lavorando in strettissima sinergia con esponenti del Governo e della maggioranza parlamentare per intervenire quanto prima affinchè, al momento del passaggio parlamentare per la conversione in legge del decreto, possa essere risolta tale situazione tutelando anche gli abitanti delle zone sottoposte a vincolo. Dopodichè toccherà al consiglio regionale della Campania promuovere un nuovo e definitivo condono edilizio unito a nuove norme che possano generare un circolo virtuoso che contemperi la tutela ambientale con le esigenze primaria alla casa dei cittadini campani”.

 

6 Comments »

  • Smart scrive:

    Cosa non si farebbe per inseguire il consenso! Il sen. Fasano, che tanto lustro ha dato alla città di Salerno e alla Nazione intera, ci dice che sta ricevendo “numerosissime segnalazioni” da parte di coloro che – violando tutte le leggi urbanistiche e tutti i vincoli del territorio – hanno fatto scempio del paesaggio. Ovviamente, l’arguto senatore ha sposato immediatamente la causa degli abusivisti, ignobilmente compressi nelle loro aspirazioni da “vincoli rigidissimi” e anacronistici. E la legalità? A putt… -pardon – a escort, ovviamente. Del resto, con un premier riconosciuto dalla Cassazione come corruttore dell’avvocato Mills, un ministro che non spiega come e perchè avrebbe ricevuto 80 assegni circolari dall’arch. Zampolini per comprare una casetta “vista Colosseo” e un sottosegretario come Cosentino, il sen. Fasano non poteva che stare dalla parte degli abusivisti. E chi ha rispettato la legge? Se la prenda in saccoccia, come sempre. Questa, dopotutto, è la Nazione delle libertà: “facciamo un po’ come c…. ci pare”!

  • Il Dottore Smart pone un problema serio.che in un certo senso condivido e apprezzo .Tuttavia mi pare che la sintesi reale non quadri al cento per cento: Tutti sappiamo che la legge debba essere rispettata, però , qualunque governo che si preoccupa della scarzezza di abitazioni, dovrebbe repentinamente darsi da fare per promuovere una stagione nuova all’insegna di una rinnovata fase di costruzioni di case, soprattutto di monolocali per soddisfare le nuove leve di coppie di giovani alle quali basterebbero mini appartamenti per crearsi una famiglia. Tanti che costruiscono abusivamente, magari, hanno impellente necessità per sistemare i propri figli, visto che non vi sono altre possibilità, ne di acquisto di casa , nè per affittarle con i prezzi da capogiro. E’ un serio problema che sfiacca le nuove generazioni, Si notano,infatti, coppie che non riescono a realizzare il loro sogno d’amore per via di un loco dove abitare . Ciò mi mi rattrista l’animo.

  • Smart scrive:

    E’ vero. Ma questo è solo uno degli aspetti di una società sempre più polarizzata economicamente: le case per i ricchi si continuano a costruire e il mercato ne offre in gran quantità. Così come, pur in presenza di una sanità da terzo mondo, chi ha possibilità economiche non ha problemi a trovare assistenza altamente specializzata. La soluzione, caro dott. Varriale, non è quella di abbattere tutte le regole e varare condoni a ripetizione. Solo per la cronaca: 1985 – condono Craxi; 1994 primo condono Berlusconi; 2003 secondo condono Berlusconi; 2004 condono ambientale Berlusconi. In pratica, tutti gli abusi realizzati in Italia fino al 2003 hanno potuto usufruire di sanatorie. Il risultato è sempre lo stesso: chi ha giocato d’azzardo, vuoi per speculazione, vuoi per necessità, ha portato a casa il malloppo. E’ possibile che degli altri, quelli che rispettano le leggi e che pagano le tasse, non gliene frega niente a nessuno? Ed è possibile che non ci si renda conto del disastro, anche etico, che lasceremo alle prossime generazioni? E, infine, sa che la locuzione “condono edilizio” è praticamente sconosciuta nelle democrazie occidentali? Ma noi siamo diversi, noi sappiamo come si fa. Noi abbiamo statisti del calibro del sen. Fasano.

  • Carissimo, (se me lo consente) Dottor Smart,
    Ella pone ancora una realtà sicuramente condivisibile. Certo, questi tipi di “condoni edilizi” , magari, sono più che sconosciuti altrove. Però resta sempre il punto che i governi che si sono succeduti non hanno fatto nulla di riparabile per alleviare la vera o presunta disarmonia ambientalistica che si è venuta a creare negli ultimi decenni. La penuria di case è quantomeno avvilente, anche se si suppone che molti “agiatissimi proprietari” mantengono i loro appartementi vuoti e senza affittarli a chi cerca casa.
    Mi piace anche raccontarLe una mia modesta esperienza:
    Negli anni ‘ cinquanta-sessanta ero negli USA e giravo in lungo e in largo tali Stati in cerca di lavoro stagionale in qualità di cameriere o su di li in ristoranti-alberghi di prima classe.
    Un giorno , a Palm Beach- Florida m’imbattei in un locale che publicizava la vendita di un piccolo lotto di terra inquadrato in una carta topografica che esponeva dettagliatamente la futura creazione di un intera nuova città con i più piccoli particolari dell’insieme della futura città. Anch’io, essendomi convinto di tale opportunità, sottoscrissi per l’acquisto di un lotto da pagare a dilazione. La città doveva nascere in una terra semi paludosa della Florida ed chi comprava a dilazione il lotto di terra sapeva dove fosse nata la sua futura casa che esigeva un ulteriore pagamento a dilazione. Certo, sarebbero trascorsi molti anni, ma chi aveva la (piccola forza economica) poteva vedere realizzata la sua aspettativa di vedersi proprietario di una casa in pieno centro di una città nascente. (per via di una serie di sfortune, non fui più in grado di pagare le rate sottoscritte, ne beneficiò qualcun’altro al posto mio.
    Ma il mio ragionamento cade appunto sull’esempio citato. Perchè, dunque, non si prende in esempio una tale innovazione per creare vere e proprie città la. dove vi sono spazi liberi per farle nascere? A chi conviene far nascere case, magari abusive, sparse come funghi velenosi in ogni dove? A parer mio occorrerebbero diversi metri per misurare le disponibilità dei suoli adatti alla costruzione in massa di case e le infrastrutture concernebti.
    Cordiali saluti

  • Smart scrive:

    Beh, è un tema che appassiona anche me. Lei pone domande interessanti e si chiede perché non si danno risposte adeguate alla richiesta di abitazioni, eventualmente anche programmando la realizzazione di quartieri o città. Ebbene, la rispota è semplice: l’urbanistica italiana è, da sempre, condizionata dalla rendita fondiaria, ovvero dall’incremento di valore dei terreni che diventano edificabili. I proprietari dei terreni – che spesso coincidono con le imprese di costruzione – riescono ad orientare le scelte dei piani regolatori che, così, finiscono per essere semlicemente la somma di una serie di interessi privati. In altre nazioni, le aree di espansione delle città sono pubbliche e vengono cedute ai privati perché vi si possa costruire. In questo modo, si elimina la rendita fondiaria (che resta al pubblico) e le scelte di come utilizzare il territorio, non condizionate dagli interessi privati, possono farsi carico delle esigenze abitative di tutti. Nel nostro Paese, dove l’arte di arrangiarsi la fa da padrona, si preferisce tollerare l’abusivismo di necessità e di speculazione, magari con qualche leggina del c…., come quella auspicata dal senatore Fasano.

  • lupo solitario scrive:

    Il suo ragionamento è condivisibile.
    Anche io non sono d’accordo con quanto proposto dal sen. Fasano.
    In particolar modo va salvaguardato l’ambiente e le sue bellezze….ma dove non ci sono questi doni di natura, perché non dare la possibilità a chi lo desidera di realizzare una casa, una villetta?
    Per quanto riguarda le tante leggi che oggi regolano i permessi a costruire, molte volte sono vessatorie ed onerose, tanto che poche persone possono avere la possibilità di poter costruire casa.
    Di contro, chi ha la possibilità di corrompere, oppure ha tanti capitali disponibili, riesce a monopolizzare il mercato imponendone i costi.
    Il diritto alla casa di proprietà è un diritto inalienabile perché……..
    in bocca al lupo

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