Roma: Premio Alberoandronico, la carica dei 621!
Promuovere talenti attraverso la valorizzazione della lingua italiana, realizzare un laboratorio per giovani autori, creare uno spazio letterario autorevole nel panorama delle iniziative culturali nazionali e locali: sono queste le premesse da cui è nato il Premio nazionale di poesia e narrativa “Alberoandronico” che celebra la sua terza edizione.Il Premio “Alberoandronico”, la cui denominazione trae spunto da un meraviglioso Pioppo salvato dalla mobilitazione dei cittadini, che caratterizza Via Livio Andronico nel Municipio 19 di Roma, è stato assegnato ieri, giovedì 8 aprile, nella prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio. Nel corso della manifestazione saranno assegnati riconoscimenti a coloro che, tra i 621 partecipanti, si sono distinti nelle sezioni a tema libero (poesia, sillogi, narrativa, libri editi, dialetto) o in quelle dedicate alla città, al cinema, al mare e allo sport. Inoltre, sono previsti premi speciali per l’autore più giovane e per quello meno giovane, per i migliori scrittori di madrelingua non italiana e per le opere che provengono dai Paesi più lontani.Tra le premiate anche due salernitane: Laura D’Alvano (di dodici anni) di Teggiano che si è classificata terza nella sezione dedicata al cinema e Battistina Sica di Novi Velia che all’età di 83 anni si aggiudica il terzo posto con la poesia “O pezzaro”.Anche quest’anno una Giuria altamente qualificata ha selezionato, tra i tanti scritti giunti nella sede dell’Associazione, opere interessanti che meritano di essere conosciute e pubblicate e non di rimanere nei cassetti. “Questi elaborati – aggiunge in conclusione Pino Acquafredda – rimandano ad un’Italia e ad una società ben diverse dagli stereotipi ai quali siamo abituati: non ci sono solo gli sms o le chat. Le opere testimoniano l’esistenza di una dimensione all’interno della quale le persone amano raccontarsi, andare alla ricerca di nuove forme di comunicazione, di espressione e di scrittura, con un arricchimento emotivo e linguistico “circolare”: per chi le scrive, per chi le legge e per chi e ha studiate e valutate”.

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