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Dall’antichita’ ai tempi moderni: la biologia e la chimica dell’amore

Inserito da on 8 aprile 2010 – 00:00Un commento

Maurizio Manzo

La terminologia “biologia dell’amore” adottata dal biologo Humberto Maturana, sconfina nella poesia, però è indubbio che il bisogno umano d’amore scaturisce da un fatto biologico, senza questo stimolo l’umanità non sopravviverebbe. L’antropologo Ashley Montagu, con i suoi studi, raccolti nell’opera “Touching ha appurato che l’essere umano necessita del contatto tattile, infatti lo stesso scoprì che dei bambini, tenuti in istituti, senza mai avere carezze e gesti d’amore morivano senza apparenti patologie. La sua teoria appura che dal “tocco amorevole” noi esseri umani traiamo piacere nel sesso, ma anche conforto nel dolore, speranza nella disperazione, oltre al senso di connessione e condivisione con i nostri simili. Maturana sull’argomento ha anche affermato che l’umanità dipende dall’amore, tant’è vero che quando ci è negato ci ammaliamo, per il biologo, la “biologia dell’amore” ha una profonda connessione con la storia dell’evoluzione umana. Il fenomeno inizia con la tolleranza di un’altra creatura all’interno del proprio spazio, ciò avviene anche per moltissime specie animali (insetti, uccelli mammiferi), culminando, per la nostra specie, con la forte emozione coscia e glorificata nella letteratura religiosa e laica. Il processo attraverso cui questa emozione evolve in forza e potenza è oggetto di recenti studi che fanno la diagnosi dell’evoluzione dell’amore; questi studi indicano che nel corso dell’evoluzione la natura basa tutto su “ricompense chimiche”, le quali forniscono al corpo un grande piacere sia quando siamo amati sia quando amiamo, tra esse le endorfine (morfine endogene) che primordialmente servivano ad alleviare il dolore, a fornire maggiore energia per sfuggire al predatore, poi evolvendo per assumere altre funzioni quale quella di promuovere la premurosità essenziale alla sopravvivenza di tutte le specie complesse. Anche lo psichiatra Michael Liebowitz nel suo trattato The chemistry of love (La chimica dell’amore) spiega che l’euforia dell’innamoramento scaturisce da questa ricompensa chimica, nel caso individuando la feniletilamina (sostanza simile all’anfetamina). Questa nuova linea di ricerca scientifica pone in risalto e mutua la teoria secondo cui l’umanità, nelle sue varie fasi evoluzionistiche, pone a suo fondamento il primato della ricompensa e del piacere e non quello del castigo e del dolore.

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