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Rapporto Naga: clandestini acculturati e stakanovisti 10,8% laureati, 67% impiegati

Inserito da on 7 aprile 2010 – 00:00No Comment

Carmen Scarano

 

L’associazione socio-sanitaria milanese Naga che cura ed assiste gratis i clandestini ha reso noto i dati relativi agli immigrati in Italia, dati raccolti in ben 9 anni di studio, dal 2000 al 2008 e censendo la bellezza di 47.500 lavoratori stranieri clandestini.  Il ritratto che ne viene fuori farebbe cadere ogni pregiudizio. Ebbene, gli immigrati clandestini sono dei grandissimi lavoratori e con tassi di scolarizzazione pari se non superiore a quelli italiani. Abbattere un pregiudizio è un’impresa ardua, ma in questo caso, un primo passo è stato fatto. Secondo la ricerca realizzata con la preziosa collaborazione dell’Università Bocconi, dell’University College London e dell’Università degli studi di Milano, il tasso medio di occupazione dei clandestini è del 62%, contro il 59% del tasso di occupazione degli italiani. Percentuale che sale vertiginosamente al 76% dopo 3 anni di permanenza in Italia. Le donne sono occupate principalmente nell’assistenza agli anziani e come domestiche, gli uomini nell’edilizia. I più stacanovisti? Ucraini, boliviani e peruviani.(sia uomini che donne). Che i clandestini scelgano di fare lavori umili, che ormai gli italiani rifiutano non è una novità. La sorpresa è nel loro tasso di scolarizzazione. Ben il 10,8% dei clandestini è laureato, il 50% ha conseguito il diploma. Dati che non si allontanano poi tanto dalla media italiana del 48,7%. Provate a proporre ad un laureato italiano di assistere un anziano o di lavorare come muratore in un cantiere? Le donne straniere sono le più “acculturate” (11,8%, con punte del 20% tra le ucrai­ne), laureate in economia e commercio per lo più, ma anche in biochimica, ingegneria, ex maestre, ora badanti e cameriere. Secondo il Naga la maggior parte dei clandestini vive in affitto (88%) , 1 clandestino su 5  ha tra i 15 e i 24 anni. I clandestini più “stabili” Quelli dell’Europa Orientale, in testa i Filippini. Calano le presenze di Albanesi, crescono invece gli Ucraini. La raccomandazione del Naga è cercare di capire questa gente costretta dalle difficili circostanze a lasciare la propria famiglia e la propria terra,  occorre << com­piere lo sforzo di capire il complesso fenomeno dell’ir­regolarità prima di giudicar­lo; ci sono persone di qualità e professionalità».

 

 

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