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Primi passi verso il “Java-Server”: Ide Eclipse e Server Apache Jakarta Tomcat

Inserito da on 5 aprile 2010 – 04:12No Comment

 Alessio Ganci

 

Il linguaggio di programmazione Java, prodotto dalla Sun MicroSystems, si è evoluto nel tempo: alle origini era unicamente un linguaggio lato-client utilizzato per creare applet di vario utilizzo, dai cellulari ai computer all’esecuzione on-line di queste applicazioni, direttamente con il proprio web-browser. Nel lato-client il linguaggio Java è stato spesso accomunato con il JavaScript (che in realtà è un linguaggio di scripting che non ha alcuna parentela con il Java, se non qualche regola sintattica e qualche altra formalità). Il linguaggio Java ha avuto un’evoluzione che ha portato anche ad un suo impiego tramite il lato-server: le JavaServer Pages (JSPs) e le Server Applets (Servlets) ne sono un esempio. Tra le pagine JSP e le Servlets non vi è molta differenza, almeno a livello di funzionalità. Le prime sono dei “file” e sono banali pagine web, come una PHP, ASP o CFM. Le seconde, invece, funzionano come delle applicazioni web e non si invocano tramite un URL diretto alla pagina, ma tramite un URL di mappatura. Da questo si capisce perché l’utente vede la servlet come un “file senza estensione” nell’indirizzo (nel server non risiede un file senza estensione, ma semplicemente una applicazione che poi viene richiamata tramite l’indirizzo di mapping scelto). Per operare con le Java-Server Pages e le Servlets bisogna, chiaramente, avere installato sul proprio server il lettore Sun Java. Si può ricorrere ad Eclipse, un IDE (un ambiente di programmazione e di sviluppo) per creare e mantenere codice in linguaggio Java-Server. E’ scaricabile, insieme alla documentazione, dal sito ufficiale http://www.eclipse.org/. Per ospitare i propri siti web con le varie pagine dinamiche in Java-Server, si ricorre ad un server web. Il più famoso per questo scopo è Apache Jakarta Tomcat, scaricabile all’indirizzo http://tomcat.apache.org/. Mi sono sempre chiesto come mai i famosi provider di domini italiani e di hosting del proprio sito non offrano il supporto Tomcat. Facendo una ricerca su Internet ho trovato solo 871 voci in merito all’hosting Java-Server. Dei providers italiani, quindi, abbiamo solo quattro gatti poco famosi che offrono questa tipologia di servizio. Aruba, Altervista et similia, invece, non lo offrono. Da questo dato ho capito che la maggior parte della gente non sa installare Tomcat su un server. Probabilmente, anche quel nostro famoso gruppo satirico che scherza persino sulla sofferenza di una Eluana Englaro, e che si professa “esperto di informatica”, avrà dei problemini (ho solo detto probabilmente; don’t rosik).Installare un server Tomcat, in realtà, è semplicissimo: posto la soluzione per configurarlo su Windows, in modo che anche i più “niubbi” non abbiano problemi:

  1. Si scarica Tomcat (versione con installer per Windows);
  2. Lo si installa (è qui che, spesso, ci si inceppa: un errore di autorizzazione di creazione del servizio spesso porta alla rinuncia: verificare di avere l’account di amministratore. Se il problema persiste, installare Tomcat in modalità provvisoria);
  3. Una volta installato il server, si avrà a disposizione il pannello di configurazione Tomcat Manager. Qui bisogna settare il percorso di Java, in modo che il server (peraltro creato con questo linguaggio) vi si possa interfacciare. Dopo aver configurato tutto, accedere alla pagina di prova e testare le pagine JSPs e le Servlets.

 

 

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