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Baronissi: Moscatiello “Lascio il Pd ma non aderisco a nessun’altra sigla”

Inserito da on 3 aprile 2010 – 04:59No Comment

E’ di alcuni giorni fa l’editoriale dal titolo “L’ultimo dei Moicani, a difesa di un ideale…” a firma del prete di Aiello don Nello Senatore apparso sul sito della parrocchia San Pietro. Il fondo esprime il punto d vista del prete-giornalista sull’attuale situazione politica di Baronissi e sulla presunta “confusione” generata dal sindaco Giovanni Moscatiello dopo gli apprezzamenti espressi sulla elezione in consiglio regionale di Eva Longo. Ecco di seguito l’intervento del primo cittadino rispetto ai temi delineati nella nota di don Nello Senatore.Caro don Nello, è sempre un grande piacere potersi confrontare con te, con la tua vivida intelligenza, con la tua onestà intellettuale. I temi che affronti nell’ultimo editoriale “L’ultimo dei moicani”sono di estrema complessità e meriterebbero risposte molto più articolate di un breve intervento giornalistico. Ma cercherò lo stesso di essere chiaro. Questa volta io credo che la confusione, che attribuisci a me, la fai tu, sovrapponendo concetti e argomenti che hanno ormai perso i loro significati originari, nel contesto della moderna società globalizzata:ideologia, le idee, le azioni, il marxismo, il proletariato, l’intolleranza. Io modestamente credo, sotto il profilo storico-politico, che con il fallimento della statualità (prassi) comunista, e con la fine nel secolo scorso delle esperienze dittatoriali nazi-fasciste, siamo oggi di fronte a un mondo ove si è affermata (salvo alcune eccezioni) la forma democratica dello Stato, con articolazioni diverse, alcune più segnatamente partecipate e progressiste, altre più centraliste e moderate. Sotto il profilo economico la “dittatura” globale coinvolge tutti, perfino chi non ha il pane per sfamare i propri figli. E, in un mondo globale, l’unica cosa che ancora vale è una forte caratterizzazione territoriale, quella che gli economisti definiscono “competizione territoriale”, quella che gli economisti definiscono “competizione territoriale”. In essa è decisiva la costruzione di una rete, di un “capitale sociale” che sia il valore aggiunto del territorio e che assicuri a quest’ultimo vantaggi competitivi nei confronti di altri concorrenti. E’ quello che stiamo facendo, da tempo, nella Valle dell’Irno. Lo stiamo facendo grazie ad ottimi amministratori comunali: Giovanni Romano, Giovanni Moscatiello, Eva Longo ed altri. I quali, in tempi non sospetti, hanno saputo collaborare,trovare intese,firmare insieme progetti europei, attrarre insieme capitali privati proporre insieme piattaforme logistiche, lottare insieme per la facoltà di medicina, resistere insieme alla chiusura dell’ospedale. Quindi l’idea è la difesa della nostra terra, e, caso strano, tu che sei un grande giornalista, troverai questa frase che campeggia in tutta la mia campagna elettorale, per chi li ha ascoltati, in tutti i miei comizi: nessuna confusione. Quindi i fatti sono conseguenti: l’istituzione dell’Unione dei Comuni, che è il 2° comune della provincia di Salerno, con i suoi 80.000 abitanti. La presentazione di un progetto europeo per gli “accordi di reciprocità”, che è incentrato sulla logistica e sul rapporto con il porto di Salerno e con le aree industriali interne di Fisciano, Mercato San Severino, Solofra e sull’alleggerimento della trasportistica, con un grande sviluppo della industria della trasformazione e del freddo. Questo progetto è stato firmato da tutti i Comuni dell’Irno, del Montorese e del Solofrano,tranne che dal Comune di Fisciano, che ha firmato con Salerno un progetto per il “rinascimento delle spiagge”(sic!). L’avvio dei lavori di Città dei Giovani e della Medicina che non è un progetto di Baronissi, ma della Valle dell’Irno. Il risanamento del fiume Irno e la piattaforma logistica di Mercato San Severino. Perciò io sono contento che sia stata eletta Eva Longo. E sarò contento se Giovanni Romano sarà designato assessore regionale. Perché, al di là di iperboli astratte, sarà più forte la Valle dell’Irno. Per quanto riguarda i partiti io credo che bisognerebbe tornare al dettato costituzionale, a quello che prevede per essi la nostra Carta fondamentale. Di certo sono utili, se sono palestre di idee e di formazioni di classi dirigenti. Se sono scatole vuote, con tessere false, con congressi fasulli, con correnti che legittimano la gerontocrazia dei capobastone io credo che siano molto meno importanti del più piccolo comitato di quartiere,dove incontri gente in carne e ossa, che ti può dire qualcosa di vero e di costruttivo su quello che non va nella tua città. Poi sai, un partito con l’aggettivo democratico, che chiude senza motivo una sede locale, che non risponde a un regolare ricorso, che perseguita un suo esponente da anni, forse perché è capace di pensare con la sua testa, ti dico francamente che non mi piace, ma ciò non disorienta nessuno perché io resto un riformista e, andando via dal PD, non ho alcuna intenzione di aderire ad altri partiti. Oggi io sono il Sindaco di Baronissi. Di tutta Baronissi.
Ho giurato che la mia lotta sarebbe stata per la nostra gente e per la nostra terra: tu mi conosci, così sarà! Infine,un appunto storico-gionalistico. Anche i Moicani, fino all’ultimo uomo del loro nobile popolo, lottarono per la loro terra, non per qualche fumisteria. Persero, ma senza vendersi a nessuno. Noi, ti assicuro, vinceremo la nostra piccola battaglia per lo sviluppo della Valle dell’Irno, ma senza venderci a nessuno.

 

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