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Il rabdomante

Inserito da on 2 aprile 2010 – 04:13No Comment

Giulio Caso

 Per la ricerca delle risorse idriche, ancora oggi, in alcune località, vi è la consuetudine di servirsi di individui detti rabdomanti. Questi per mezzo di una bacchetta di legno indicherebbero l’esistenza o meno di acqua nel sottosuolo.Le facoltà del rabdomante (rhábdos = bacchetta; nàntis = indovino o mantéia = divinazione) non sono mai state verificate scientificamente, sfuggono, se esistono, ai controlli sperimentali.  Infatti nell’ipotesi che il rabdomante fosse realmente in grado di avvertire la presenza di acqua nel sottosuolo, ne deriverebbe una specie di legame tra i suoi sensi ed il fluido in questione, una qualche radiazione o emanazione di onde.  Tutti gli esperimenti in tal senso eseguiti finora concordano su un solo punto: esito negativo. Eppure ci fu una eccezione che indusse a proseguire le ricerche con risultati sorprendenti.  Si constatò, infatti, che le ipotizzate radiazioni non erano una facoltà dei soli rabdomanti, ma in misura diversa, di tutti gli esseri viventi. Successivamente si arrivò alla scoperta dell’effetto Gurwitsch per cui ogni essere vivente emette delle radiazioni capaci di impressionare particolari lastre.Gli studi continuano.Ciò detto bisogna dire che, anche se il problema relativo alla fenomenologia e alle reali capacità di operare dei rabdomanti resta un fenomeno scientificamente inesistente, tempo fa, una nota ditta multinazionale, dovendo fare delle ricerche idriche, incaricò due geologi e… un rabdomante.

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