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Vita di Missione: ore 5,00 via a lavorare!

Inserito da on 30 marzo 2010 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro

Il sole si è appena alzato. Vuole cominciare una nuova giornata. Ma è disturbato da tante persone che parlano,discutono, che si accalcano vicino alle camionette alla rotonda Total della città di Bafoussam in Camerun.Sono in tanti,soprattutto delle mamme. Hanno un sacco sulle spalle e una zappa o un machete nelle mani. Stanno preparandosi per cominciare una nuova giornata di lavoro. L’autista raccoglie i soldi e piano piano tutti trovano posto nelle camionette. Quanti sono?Forse la domanda sarebbe:quanti ce ne stanno?Sicuramente le sardine stanno più comode nella loro scatola. Ma è così. L’alternativa è farsi 15 chilometri a piedi. Si trattiene il respiro e così si trova posto. Ma poi si ricomincia a parlare. E’ tutto un intrecciarsi di notizie,di novità. Tutti vogliono sapere di tutto. Intanto la camionetta si è messa in moto. Immaginatevi nelle curve come è bello farle. Tutti da una parte e poi dall’altra. E si va verso i campi nei dintorni della città. Si deve andare a coltivare,perché bisogna pensare a nutrire la famiglia,a pagare la scuola dei bambini,a mettere da parte qualche soldo per le malattie. Insomma tante cose da fare con pochi soldi,come dappertutto. Finalmente,dopo quanti scossoni non si sa, si arriva sul posto di lavoro. Si scende e si riprende a respirare normalmente. Ognuno va verso il suo campo. Altri chilometri a piedi. Finalmente si inizia a lavorare. Chi toglie le erbacce,chi pianta la manioca,le patate,le arachidi, il riso e altri legumi. Non è facile lavorare,anche perché la terra è sempre in basso e bisogna chinare la schiena. Qualche mamma ha portato anche il bambino piccolo che lascia all’ombra di qualche baobab. Naturalmente lui non lavora,ma si mette a piangere perché ha fame. Di tanto in tanto la mamma va a dargli il latte e poi di nuovo al lavoro. Qualcuna comincia a cantare e da un campo all’altro altre rispondono. Ogni tanto si fermano per bere qualcosa e mangiare. E così il tempo passa. Forse non hanno un momento dove pensare. Lo fanno lavorando. Si fanno tante domande e faticano a trovare delle risposte. Certo, lo sanno che Dio ci vuole bene e che ci aiuta. Ma qualche volte si chiedono perché loro devono faticare e altri no. La risposta è un po’ difficile,ma con un po’ di buona volontà e di amore la trovano. Ormai è ora di ritornare a casa. Mettono nel sacco quello che hanno coltivato(del mais, fagioli,zucche….). Devono pensare a cosa faranno da mangiare la sera,quando arriveranno. Aspettano la camionetta e quando finalmente arriva, di nuovo si fa ginnastica per salire,senza dimenticarsi i sacchi pieni. La camionetta sospira,perché,come al solito, è sovraccarica. Se guardaste le gomme, vi chiedereste come riescono a sopportare tutto quel peso. Ma questo è uno dei tanti miracoli che succedono in Africa. Arrivate a casa,niente riposo,ma bisogno preparare la cena. Non le ho mai sentite lamentarsi. Certo sono stanche,ma non manca mai loro il sorriso sul volto. Sono bellissime,perché sono la fotografia dell’amore di Dio. Lui si che se ne intende,perché anche Lui l’ha visto nel volto di sua mamma Maria.

 

 

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