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Vita di Missione: diamoci da fare

Inserito da on 29 marzo 2010 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro

Ormai anche loro l’hanno capito. Non si può restare tutta la  vita a tendere le mani. Il Buon Dio ha dato a ciascuno tante qualità e non ci ha detto di lasciarle stare. Per questo,anche nella nostra parrocchia di Nefa,come in altre del Camerun, si è detto alla gente “perché non fate qualcosa anche voi,utilizzando le conoscenze,tramandate dai vostri antenati?”. Qualcuno ha capito e cos’ hanno deciso di fare una piccola cooperativa. Visto che anche in Africa, come dappertutto c’è la crisi e non si può aspettare sempre l’aiuto dagli altri, certe persone(soprattutto donne) si sono dette che potevano fare qualcosa. Che cosa? Produrre il sapone, fare delle medicine con le erbe, un piccolo ristorante, coltivare i campi per vendere il frutto della loro fatica e così via. Dal dire al fare. Si sono messe insieme,eleggendo una responsabile, un cassiere e altri che si formavano per animare altri. E così si è incominciato. Chi andava a lavorare i campi, chi il lunedì confezionava le medicine con le erbe, chi faceva il sapone in polvere e chi si dedicava alla cucina. Insomma ognuno cercava di sviluppare le sue qualità. Naturalmente poi dividevano le spese e i guadagni, che servivano per la vita della famiglia. Dovremmo a questo punto far un po’ di pubblicità. Le medicine,che ogni tanto utilizzo,non solo per nostalgia del Camerun, ma perché fanno effettivamente bene, servono soprattutto per la tosse,malattie respiratorie,malattie intestinali,oltre naturalmente alla famosa pietra nera contro i serpenti. Tutto questo è un modo per incominciare a sentirsi autonomi, a non più aspettare dagli altri un aiuto. Dio ha sparso nel cuore di tutti tante belle cose ed è un peccato tenerle per sé. E’ un modo per lavorare insieme,per vincere le barriere, insomma per costruire un mondo migliore,facendo delle semplici ma grandi cose. Nessuno è inferiore,ma ognuno ha delle cose belle e deve metterle a disposizione di tutti. E tutti ne possono usufruire. Non si può stare con le mani in mano,aspettando che Dio lavori al nostro posto. Dio lavora con noi,insieme a noi. Ma noi dobbiamo fare la nostra parte. E’ quello che mi hanno insegnato tante mamme africane e per questo le ringrazio per questa lezione di vita e di amore.

 

 

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