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Il futuro è giallo tempesta monetaria sull’Europa

Inserito da on 29 marzo 2010 – 00:00Un commento

Giuseppe Lembo

Nel 2000, a vivere in Europa era il 6% della popolazione mondiale; l’economia rappresentava il 20% di quella globale. Cina ed India rappresentavano il 38% della popolazione, con l’economia ferma al 16%. Secondo Robert Fogel, premio Nobel, nel 2040 l’Europa, avrà un diverso volto e peso sia demografico che economico. La sua popolazione scenderà del 4% rispetto alla popolazione mondiale; la sua economia peserà per il solo 5% rispetto all’economia globale. Cina ed India avranno il 34% della popolazione mondiale, con un’economia che rappresenterà il 52% dell’economia mondiale. Europa: povera vecchia signora! Stando così le cose si avvia al declino economico e ad una inevitabile scomparsa dei popoli che la rappresentano, ormai svogliati ed al massimo disattenti nel pensare a costruire il proprio futuro, nel quale non ci credono più, in quanto debole e sempre più incerto. Purtroppo la nobile vecchia signora si attarda a vivere di presente; la sua popolazione invecchia senza ricambio. La generazione dei giovani che dovrebbe garantirne la continuità antropica si va, di anno in anno, assottigliando. Diminuiscono le nascite; tanto succede per una diffusa volontà suicida di non voler dare continuità alla specie. I figli sempre meno desiderati, rappresentano dei veri e propri pesi ingombranti ed insostenibili nell’ambito delle coppie che si formano a tarda età e che di rado, cercano un figlio, il frutto di padri e madri, più nonni che genitori. Che sta succedendo alla società opulenta e purtroppo fortemente egoista di questa nostra ormai vecchia e morente Europa? Che sta succedendo all’Italia, ormai proiettata verso condizioni diffuse di povertà e di vecchiaia? Il futuro, il solo futuro possibile, è fortemente interetnico e multiculturale. Piaccia o non piaccia la popolazione del nostro Paese si avvia ad avere nel prossimo futuro una maggioranza afro/asiatica e dell’Est europeo; si tratta di popoli in crescita con alti indici percentuali di nascite. Questa previsione basata su dati certi ci deve portare a riflettere; prima di tutto ci deve portare ad esprimere un diverso e più umano e solidale atteggiamento verso chi oggi viene da noi e molto spesso, come per il povero emigrante di tutti i tempi e di tutti i luoghi, è costretto a subire rifiuti, prepotenze, esclusioni. Bisogna capire l’umanità in cammino! Purtroppo non c’è quella mano tesa che sarebbe un intelligente segnale di civiltà verso quei popoli della Terra che, il bisogno di sopravvivenza, da ambasciatori di povertà, mette in cammino ovunque nel mondo verso i mondi del benessere; qui trovano un’accoglienza di indifferenza, di diffidenza e molto spesso di forte ostilità e rifiuto. Il contenuto di questo articolo serve a far riflettere ed a fare uscire i ciechi ed i sordi dalla loro ottusa condizione di uomini che non vogliono né vedere, né sentire. È importante saper guardare al futuro che si costruisce partendo dal passato e dal fare del presente. Se, come si sta sbagliando, l’uomo dove vive non sa vivere il proprio presente ed essere responsabile costruttore di un non futuro, si trova poi da “re nudo” a subirne le conseguenze. L’Italia e l’Europa non saranno a metà secolo XXI quelle che sono oggi. Avranno un crescente meticciato culturale, con una altrettanto diffusa contaminazione delle razze.Per nostra fortuna il senso della razza superiore è stato già duramente sconfitto dalla storia. Il Terzo Millennio è altro; è umanità senza distinzione di razza, di lingua, di ideologie e/o di colore della pelle. Il protagonista è l’uomo del pianeta Terra, che, nel prossimo futuro, avrà per tutti il grande ruolo di Terra-Stato per una società-mondo. È questo il percorso naturale verso cui il mondo globale spinge i popoli della Terra. Le specifiche umanità e realtà territoriali rappresentano tante parti importanti di quel contenitore universale che è la Terra-Stato e la società-mondo. È questo un grande obiettivo a cui tutti, forti della cultura del fare universale, devono attivamente concorrere. Tanto è necessario per riequilibrare le attuali situazioni di forte squilibrio; tanto serve a ridurre le distanze ed a saper considerare le diversità del mondo come importanti risorse per tutti gli uomini della Terra. Per evitare tra i popoli della Terra situazioni fortemente squilibrate, è necessario che le diverse parti del mondo assumano, da subito, comportamenti responsabili. Bisogna saper vivere il proprio presente; bisogna saper proiettare il presente verso il futuro che verrà. Occorre evitare ad ogni singola realtà sociale il grave rischio dell’invecchiamento; al futuro necessita il dinamismo demografico. Se manca, inevitabilmente c’è un declino inarrestabile. Con la popolazione giovane, una altrettanto importante risorsa per il futuro è il lavoro, le opportunità di occupazione; sono risorse che possono evitare l’insorgere di tempeste umane e sociali dalle conseguenze devastanti. L’umanità per garantirsi il sano futuro antropico/sociale, necessita di valori; l’humus della coesione sociale porta la coscienza del mondo, senza distinguo e differenze, tra diverse realtà umane, a pensare ad un mondo nuovo, tutto da costruire, partendo dai guasti presenti nella società consumistica ed egocentrica del nostro tempo, dove le divisione e le differenze servono egoisticamente ai privilegi del presente, senza alcun interesse per quello che ci sarà domani.

Un commento »

  • Questo dovrebbe essere l’articolo di fondo di quest’anno e di ognuno di quelli a venire, se non, paradossalmente, l’unico: altro che elezioni o non elezioni. La situazione è seria, se non drammatica: per il 2070 (ci saranno forse i nostri nipoti) si dice che l’Italia avrà 8 milioni di abitanti. Colpa di pillola e condom, o, più razionalmente, di allontanamento dai quesiti fondamentali (chi sono io, chi sono gli altri, cosa ci faccio su questa terra….), che rimandano a Dio e alle sue leggi, poi insite nella nostra stessa natura, che “sfuggiamo” con ogni autodeificante senso?

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