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Santa Maria a Vico: successo per “I mestieri” di don Perrotta

Inserito da on 28 marzo 2010 – 02:44No Comment

Un successo la presentazione del libro “I mestieri” <‘500 – ‘700 – ‘800 Valle di Suessola in terra di lavoro> di mons. Francesco Maria Perrotta presso la sala Sant’Alfonso Maria de’ Liguori della parrocchia San Nicola Magno. Un’apoteosi per il relatore, prof. Aniello Montano.Scrivere come ha fatto don Ciccio nel libro “I Mestieri” <‘500 – ‘700 – ‘800 Valle di Suessola in Terra di Lavoro> di cose di cui si sono perdute le tracce, descrivere i personaggi ed interpreti, parlarne e affidandone il commento al prof. Aniello Montano, storico insigne, luminare della filosofia, in un’epoca di crisi globale in tutti i settori e di imperversante, asfissiante globalizzazione, è stato davvero eroico. Potevano essere disattese le aspettative, si poteva andare incontro a qualche severo giudizio critico, a qualche commento sarcastico, ed infine, tanto a voler essere realisti, urtare la suscettibilità degli eredi di quegli strani interpreti dai quali avevano cerato di prendere le distanze affrancandosi da etichette e stereotipi ovvero dimenticando tutto ciò che aveva segnato un’epoca, affermato ruoli, scandito tempi e ritmi di vita. A don Ciccio va il grande merito – ed è questo un riconoscimento sentito e profondo – di aver tolto  il velo alla memoria rivelando cose incredibili che valeva eccome la pena di conoscere appieno, un tesoro nascosto di inestimabile valore, e di aver dato un contributo incommensurabile alla conoscenza di antiche attività esercitate, dei personaggi e dei luoghi: i mestieri praticati nel corso di tre secoli attraverso una descrizione minuziosa, particolareggiata, arricchita e resa ancora più familiare, intuitiva e presente da disegni ed illustrazioni di famosi artisti quali Franco Imposimato e Gabriele D’Alma (… autore quest’ultimo delle più belle locandine a corredo dei film più interessanti prodotti a Cinecittà) cui manca soltanto la parola. E non è finita qui! Don Ciccio, infatti, partendo dalle fonti (fuochi, catasto onciario, atti dei comuni, ecc.) e attraverso queste stesse, ha traghettato tutto quanto possibile dal ‘500, ‘700, ‘800 ai nostri giorni e, con lo sguardo rivolto al futuro, ha vergato pagine nelle quali si colgono un forte calore umano, una nostalgia toccante, e tanto, tanto che sa di biografico. “Un tuffo nel nostro passato: veniamo da una storia dimenticata ma, se siamo come siamo, lo dobbiamo ai nostri avi, ai loro insegnamenti, a quanto ci hanno tramandato” ha giustamente evidenziato nell’introdurre i lavori, all’atto della presentazione di don Ciccio e del prof. Aniello Montano, Giovanna Liguori dell’Associazione Culturale ONLUS “Il sogno è sempre” che ha un fine, come dire, utopistico: <si occupa e si preoccupa di costruire i sogni irrealizzabili della nostra società>. Appassionata e di spessore la relazione – una lezione magistrale – del prof. Aniello Montano. Scandagliate e rivoltate le pagine del libro, ha messo a nudo e riferito ogni minimo particolare raccolto: particolari che possono sfuggire anche al lettore più attento ed oculato, storie parallele, immutabili nei secoli, che nascono ma non muoiono, sembrano lontane, antiche, ma sono attuali, danno la sensazione di essere solo un ricordo del passato ma sono difficili da sradicare, sono tormentate ma tormentano ancora. “Lavori come questo” – ha sottolineato Aniello Montano – “si prestano a salvaguardare la memoria storica, la catena di vita di sapere che ci unisce nei secoli; saremmo perduti se non ci fossero gli uomini a salvarci dall’oblio; don Ciccio ci ha restituito il vissuto reale, passione e dolore di un entroterra abbandonata dove non si facevano certo salti di gioia, ed ha tirato fuori il vissuto di questa gente offrendocela nella cruda realtà”. La serata, introdotta da una incisiva colonna sonora che dava un tocco in più al filmato sugli antichi mestieri che, avvicendandosi, scorrevano su di uno schermo gigante, si è conclusa con l’applaudita esibizione di un quintetto costituito dalle giovanissime artiste Francesca De Lucia e Carmen Guida, flautiste, e Federica Forte, Maria Monte ed Amalia Piscitelli, coriste.

Paolo Pozzuoli

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