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Vita di Missione: che fatica, ma ce l’abbiamo fatta

Inserito da on 27 marzo 2010 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro

Era quello che mi diceva JeanMarie,il coordinatore del gruppo parrocchiale che si preoccupava di preparare tutto quello che era necessario per le Feste. Come succede dappertutto, la maggioranza di noi vede il frutto del lavoro fatto. Ma cosa ci sta dietro? Proviamo un po’ ad immaginarlo. Mesi prima, nel consiglio parrocchiale si era fatto il calendario dell’anno e si era deciso insieme quali erano le Feste e chi le doveva preparare. Subito dopo il gruppetto aveva cominciato a riunirsi e a decidere cosa fare. Si erano divisi i compiti e piano piano il lavoro era cominciato. Chi si preoccupava di cercare sedie e banchi per la chiesa. Altri si informavano dove cercare dei tendoni e altre sedie per il dopo messa,cioè la condivisione del cibo e della gioia. Altri ancora come decorare la chiesa, come rendere pulito tutto intorno. Naturalmente c’erano anche i contatti con le corali, con il gruppo dell’ordine e con tutti quelli che erano al servizio durante la messa (chierichetti, lettori…). Un bel lavoro e una bella responsabilità. I giorni scorrevano via veloci e anche le riunioni di verifica. Ognuno condivideva le sue idee e le sue proposte. A volte, ci si scambiavano i pareri in modo un po’ deciso, ma poi tutto rientrava nell’ordine, perché si capiva che, se si lavorava insieme, tutto sarebbe andato bene. Nell’ultimo settimana, l’attività diventava più frenetica. Anche il responsabile del consiglio parrocchiale con il parroco andavano a verificare gli ultimi dettagli e a incoraggiare coloro che stavano lavorando. Finalmente arrivava il giorno della festa. Di solito c’era il sole, ma qualche volta, anche la pioggia si invitava ( e allora c’era qualche problema in più). Ognuno era al suo posto e cercava di fare del suo meglio. L’accoglienza, la messa, la condivisione del cibo. Tanti momenti per condividere la gioia. E se tutto era andato come nelle previsioni, si era contenti perché si erano fatte felici tante persone. Se invece qualcosa non era andata bene, si cercava di fare meglio per la prossima volta. Naturalmente poi c’era anche il dopo. Finita la festa, bisognava rimettere tutto in ordine. Una fatica supplementare, ma che era accettata, perché se si comincia bene,bisogna finire meglio. Questa come altre, sono tante occasioni in cui ciascuno può fare qualcosa. Non deve fare tutto il prete, ma se si collabora insieme, si possono fare delle belle cose.

 

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