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Di Pietro: ecco perché appoggio la candidatura di De Luca

Inserito da on 27 marzo 2010 – 00:00Un commento

Ivan Re

Antonio Di Pietro dopo aver preso nota delle innumerevoli lettere ed e-mail a riguardo delle spiegazioni sul perche alle regionali appoggia come candidato governatore il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, risponde con una registrazione web dal blog dell’Italia dei Valori. Di Pietro parla di critiche importanti al riguardo che devono avere una risposta, comincia con una semplice domanda, De Luca è sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione, perché è stato appoggiato alla candidatura di Presidente della regione Campania?Spiega Di Pietro che agire diversamente sarebbe stato impossibile, nelle elezioni regionali si presentano alcuni candidati Presidenti alla regione e i partiti che li appoggiano, il centro-destra, (quello di Cosentino, quel sottosegretario su cui pende un provvedimento restrittivo per associazione a delinquere, accusato di avere rapporti con il clan dei Casalesi in Campania), candida alla regione Caldoro, che se dovesse vincere le elezioni si affiderebbe l’intero paese a personaggi che hanno legami con la camorra, non riferendosi al candidato Caldoro ma a coloro che lo appoggiano, che gli fanno da copertura, a persone che uniscono al sistema clientelare del governo Campano il sistema camorristico che di fatto governa il territorio. L’Italia dei Valori deve assumersi una responsabilità, continua Di Pietro, si deve costruire un’alternativa democratica di resistenza e di difesa, creando un quadro di alleanze per tentare di raggiungere il 51%  alle elezioni, fino all’ultimo si è cercata una soluzione, cercando attraverso radio, web e tv un candidato di rottura, questa soluzione non si è trovata, l’alternativa drammatica era quella che vedeva da un lato affidare la Campania nelle mani del clan dei Casalesi e dall’altra una candidatura, quella di De Luca che è sotto processo, ma già indicata dagli altri partiti. L’Italia dei Valori, spiega Di Pietro, ha scelto De Luca con l’obbligo di cinque impegni formali che deve prendere; se verrà condannato dovrà dimettersi, nel periodo del suo mandato non dovrà mai invocare il legittimo impedimento, non dovrà mai attaccare la magistratura se verrà processato, se verrà eletto Presidente dovrà togliere da subito tutta quella classe dirigente di nomina politica che ha rappresentato il clientelismo, il nepotismo, il familismo di tutti questi anni, garantire una trasparenza mettendo in rete ogni suo provvedimento, certificato da un assessorato al controllo affidato a persone esterne e terze, che possa certificarne la legittimità. Dunque ecco le motivazioni che hanno portato l’appoggio alla candidatura del sindaco di Salerno, una scelta forzata per Di Pietro, l’unica direi, che sottolinea di voler lottare contro il cancro della camorra che impedisce la crescita economica della nostra regione e di riavvicinare la legalità in Campania e nel nostro Paese.

 

 

Un commento »

  • Smart scrive:

    Ancora! Ma Di Pietro sa che – per quanto dichiarato da Cosentino, senza alcuna smentita – fu De Luca a chiedere ed ottenere l’appoggio di Cosentino per battere Alfonso Andria, candidato sindaco del centrosinistra? E Di Pietro sa che l’accordo sciagurato si concluse nella MCM di Gianni Lettieri, che aveva appena beneficiato di una ricca variante urbanistica, per la quale pende un procedimento penale? E ancora, il Tonino nazionale sa che il suo candidato capolista, al secolo Dario Barbirotti, già presidente del Consorzio Bacino Sa2 per volere di De Luca, è stato probabilmente “inviato” nell’IDV proprio da De Luca che ama comandare nei partiti degli altri? E, infine, sa Di Pietroc che De Luca è stato già condannato in primo grado per reati ambientali e si è già avvalso delle prerogative parlamentari per far distruggere 260 intercettazioni telefoniche che lo riguardavano? Queste cose le sa certamente. E, allora, sia gentile: la smetta di prenderci per il culo.

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