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Cave, abusivismo, aeroporto = business (2^ parte)

Inserito da on 25 marzo 2010 – 00:10Un commento

Aldo Bianchini

Nelle precedente puntata di questa storia ponevamo un interrogativo: “Che fine hanno fatto le persone capaci di impegno sociale. i guerrieri della pubblica amministrazione, quelli che con gli ideali ed il sacro rispetto della cosa pubblica?”. E semmai ci fossero, chi potrebbero essere detti personaggi. Non gli amanti del burocratismo, di cui oggi trabocca la pubblica amministrazione. Non quelli che hanno imparato l’arte della vessazione dei cittadini finalizzata al proprio tornaconto. Parliamo di quelle rarità umane che solo un’altra saggezza politica sapeva individuare. Sono forse estinti? No! Forse sono pochi ma esistono ancora anche se annichiliti da un’altra scelta scellerata (questa volta della politica regionale), attuata in nome di un rinnovamento dirigenziale “imposto dall’alto” che ha prodotto disaffezione, mugugni, disarmonie e rancori all’interno della Regione Campania, senza pensare o meglio “spuntando le ali” all’impegno, alle capacità e alle intelligenze interne all’amministrazione. Solo per completare un quadro già di per se nefasto, la Regione Campania cui la legge delega il controllo dell’attività estrattiva, nell’art 17 della L.R. n 5 del 11/08/05 prevede al 1° comma, che il titolare di autorizzazione e dì concessione alla coltivazione di giacimenti per attività di cava è tenuto a versare alla Regione Campania entro il 31 dicembre di ogni anno un contributo dì euro 1,00 per ogni 10 metri cubi di materiale estratto. Dette somme sono finalizzate al completamento ed avvio dell’attività dell’aeroporto di Pontecagnano. Vengono preventivati, per anno, su dati forniti dallo stesso ente Regione, euro 800.000, ciò comporta che dal 2005 ad oggi alle casse dell’aeroporto di Pontecagnano si dovevano aggiungere ben 4.000.000 di euro. Sono state invece impegnate e non ancora trasferite alla gestione dell’aeroporto di Pontecagnano la somma di euro 1.200.000, meno di 250.000 all’anno. Le colpe di tale trascuratezza sono evidentemente da attribuire a chi avrebbe dovuto controllare, gli uffici dei “genio civile provinciali che evidentemente non hanno fatto il loro dovere. Un apparato politico-burocratico che avrebbe dovuto vigilare sull’attività estrattiva e che invece per quieto vivere, ha preferito girare la sguardo da altra parte, provocando un danno ambientale e un danno all’erario. Invertire la rotta nel governo regionale delle attività estrattive con funzionari, responsabili e dirigenti meno burocrati e più propensi a sostenere vere progettualità volte alla rinaturalizzazione dei siti degradati dalle attività dì estrazione e a recuperare le somme dovute al bene di un intera collettività, sono l’emergenze di questa regione. Ci vogliono persone che, competenti, abbiano a cuore questa nostra terra vituperata e offesa. Un solo politico ha tentato di raddrizzare le distorsioni di un sistema perverso, il suo nome è Pasquale Marrazzo che prontamente è stato fatto fuori anche dalla semplice possibilità di ricandidarsi al consiglio regionale in cui aveva svolto molto bene la sua parte, soprattutto per quanto attiene il sistema cave. Ed anche per oggi non si vola.

Un commento »

  • Giuseppe Tarallo scrive:

    Caro Aldo hai sollevato una questione di grande rilievo che richiede una grande riflessione.Dalle cave insieme all’estrazione del materiale dovevano uscire dal 2005 ad oggi ben 4 milioni di euro da destinare all’aeroporto di Pontecagnano che così rimane al palo. Di questo nessuno se ne cura: nè,evidentemente, i funzionari e dirigenti del Genio Civile e il rispettivo assessorato regionale ,che come rilevi tu,hanno mancato di vigilare e incassare le somme dovute con danno all’erario e all’aeroporto e beneficio dei ‘cavatori’ quasi sempre,in alcune aree,appartenenti alla camorra. La mancanza di controllo significa anche non controllare quello che esce dalle cave e di conseguenza non avere il polso delle attività edilizie e costruttive che ne conseguono,spesso esse stesse illegali e fuori controllo. All’on. Marrazzo,escluso nottetempo dalle liste del PdL,va la mia solidarietà sia personale che politica soprattutto se questa esclusione fosse da addebitarsi a questa sua attività ‘ispettiva’ di consigliere regionale sulle cave:c’è qualcuno che protegge i cavatori e non vuole che qualcuno ci metta il naso dentro? Se fosse così l’esclusione di Marrazzo,avvenuta nottetempo,farebbe il paio con l’inclusione in una lista della circoscrizione napoletana,avvenuta sempre nottetempo,dell’on. Conte già condannato x associazione camorristica e decaduto dalla carica di consigliere regionale. C’è qualcuno che può rispondere? puoi girare la domanda a chi di dovere?
    Giuseppe Tarallo,responsabile provinciale dei Verdi di Salerno

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