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Pellegrinaggio a Nettuno alla casa e al Santuario di Santa Maria Goretti

Inserito da on 19 marzo 2010 – 00:00No Comment

don Marcello Stanzione

 L’associazione cattolica Milizia di san Michele Arcangelo con la parrocchia di santa Maria La Nova in Campagna ha organizzato per giovedì 18 Marzo 2010 un pellegrinaggio Prima alla casa del martirio di santa Maria Goretti in località Le Ferriere dove L’assistente spirituale  della Milizia celebrerà l’Eucarestia alle 9,30 e poi a Nettuno al santuario che conserva il corpo della Martire della purezza. Santa Maria Goretti nacque il 16 ottobre 1890 a Corinaldo in provincia di Ancona, da una famiglia di poveri braccianti agricoli. A differenza di tanti che emigravano nelle lontane americhe, essi accettarono di lavorare come mezzadri in una fattoria dell’Agro Pontino, prima a colle Granturco e poi a Ferriere di Conca, una zona insalubre a pochi chilometri da Nettuno, costituite da sterminate pianure incolte. Qui i contadini marchigiani vissero una vita assai dura, assoggettati al peso delle fittane agrarie e sperimentando spesso la diffidenza e il rifiuto degli abitanti del posto. Anche Maria era costretta ad una vita di lavoro faticosissima dove a stento si riusciva a sopravvivere. Alla morte del padre che fu stroncato dalla malaria, la fanciulla di soli 10 anni, priva di mezzi economici ma animata da una sincera fiducia nell’amore di Dio, scelse di intercedere per il genitore recitando tutti i giorni il rosario. Maria che collaborava al lavoro domestico, forte di una fede ricevuta da una famiglia cattolica, aveva sempre conservato una grande innocenza, e non pensò che il male potesse nascondersi dietro le sembianze di un amico. Aveva solo 12 anni quando Alessandro Serenelli, il giovane figlio di un povero bracciante che abitava nello stesso casale dei Goretti, essendo dedito a letture pornografiche, tentò senza riuscirvi di violentare la ragazza. Serenelli vedendosi rifiutato, con un punteruolo cominciò a colpirla ripetutamente. Giunta in ospedale ormai troppo tardi, non solo non ebbe a lamentarsi delle indicibili sofferenze, ma perdonò di cuore il proprio aggressore auspicando che anche a lui fosse concesso il privilegio di entrare in Paradiso. Era il 6 luglio 1902. Questo desiderio di Maria fu esaudito se si tiene conto che Alessandro Serenelli durante i lunghi anni di carcere si convertì facendo penitenza e pregando per la conversione di molti peccatori. E quando  il papa Pio XII, il 24 giugno 1950, elevò agli onori degli altari la giovanissima martire della fede e della purezza, c’era anche lui, l’assassino convertito da Maria Goretti che finì i suoi giorni in convento. Il Santo Padre Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti al Congresso promosso dall’Università Lateranense in occasione del 40° anniversario dell’Enciclica Humanae Vitae, di Paolo VI, ha affermato: “Se l’esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi” allora ad essere minacciata è “la dignità della persona umana”.Sempre più i crimini a sfondo sessuale nella nostra società occidentale sono in vertiginoso aumento. Stranamente non si afferma però che la causa principale di tale situazione è il grande boom della pornografia. Sempre più frequentemente, anche se sottilmente, la pornografia si infiltra nella pubblicità e nei mezzi di comunicazione di massa e più che negli altri attraverso Internet. Il consumo pornografico inizia spesso nell’età puerile e interessa la grande maggioranza dei ragazzi compresi tra i dieci e i quattordici anni. I fumetti pornografici sono abituali nei bambini dai sette anni in su e negli ambienti più poveri culturalmente rappresentano quasi sempre l’unica lettura extra-scolastica. Spesso i figli leggono di nascosto i giornali osceni, oppure vanno sui siti hard di internet, vedono le cassette o i dvd pornografici dei loro genitori immaturi. Per la stragrande maggioranza degli europei la pornografia è un fatto pacifico, quasi naturale, ed è poco sentito come problema di grave disagio morale e sociale. Ciò però che preoccupa maggiormente è che intorno alla pornografia vi è un forte consenso ideologico: essa è accettata da molti perché corrisponde alla loro concezione della vita e dell’uomo che è fondamentalmente di stampo neo-pagano. Nel 1939 Wilhem Reich pubblicava la “Rivoluzione sessuale”, in questo libro egli proclamava il diritto all’amore inteso come puro incontro di sessi, puro gioco, pura ricerca del piacere fine a se stesso, come principio rivoluzionario costruttivo di una nuova società. Il Reich esplicitamente parla di diritto al sesso (che significa contraccezione e aborto e rapporti omosessuali), di distruzione della famiglia tradizionale intesa come strumento di battaglia e di trasformazione sociale. I gruppi dell’estrema sinistra, dei radicali, degli anarchici e la potentissima lobby omosessualista si rifanno fondamentalmente a questo autore. Dobbiamo renderci conto che il fenomeno pornografico del XXI secolo è radicalmente diverso dal passato: la pornografia c’è sempre stata (vedi i dipinti ritrovati nel lupanare agli Scavi archeologici di Pompei), ma oggi è ben diversa, non solo per la quantità, diffusione e pericolosità (basti pensare alla televisione che introduce messaggi pornografici anche non richiesti nell’intimo di ogni stanza, o Internet che riempie la casella di posta elettronica di pubblicità a sfondo sessuale), ma anche per la qualità. Al di là dei centimetri di pelle nuda, ci interessa conoscere il pensiero che c’è dietro. La pornografia propone se stessa come un fatto positivo di crescita e di maturità umana. In passato non era così: il pornografo lavorava esclusivamente per far denaro, risentendo però del giudizio negativo della società su di sé. La pornografia moderna è figlia di Reich il quale afferma che tutti i mali della storia derivano dalla repressione sessuale, la cui massima responsabile ovviamente sarebbe la Chiesa Cattolica. Secondo tale ideologia una vita felice, vissuta in pienezza, suppone che ci si liberi dai condizionamenti sessuali di qualsiasi tipo. Ciò significa la eliminazione di ogni possibilità di giudizio sull’uso della sessualità che non nasca dall’unico criterio possibile: la libertà intesa come facoltà di autodeterminazione, di fare ciò che si vuole del proprio corpo e del corpo altrui.  Santa Maria Goretti, la martire della propria purezza, costituisce ancor di più oggi, un esempio da imitare per la gioventù del ventunesimo secolo. Infatti il disincanto osceno e scurrile che pervade la nostra società attuale in profonda decadenza morale e quindi culturale e quindi anche economica, non consente ai più di percepire la purezza e la castità come un valore di estrema importanza per il cammino di santificazione personale e anche per la tenuta globale di una civiltà che altrimenti va sempre più a finire male…. A Santa Maria Goretti che è protettrice dell’Associazione delle Figlie di Maria, dell’associazione Cattolica Internazionale per la  Protezione della Giovane e delle ragazze del Centroamerica, il papa Pio XII rivolse questa preghiera: “ Salve, o soave ed amabile santa! Martire sulla terra ed Angelo in cielo, dalla tua gloria volgi lo sguardo su questo popolo che ti ama, che ti venera, che ti glorifica, che ti esalta. Sulla tua fronte tu porti chiaro e fulgente il nome vittorioso di Cristo (Ap 3,12). Sul tuo volto virgineo è la forza dell’amore, la costanza della fedeltà allo sposo divino; tu sei sposa di sangue, per ritrarre in te l’immagine di lui. A te, potente presso l’agnello di Dio, affidiamo i nostri figli. Essi ammirano il tuo eroismo, ma anche vogliono essere tuoi imitatori nel fervore della fede e nella incorruttibile illibatezza dei costumi”.

 

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