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Conta l’uomo

Inserito da on 8 marzo 2010 – 00:00No Comment

Angelo Cennamo

L’amata e riverita democrazia è la migliore forma di governo possibile, ma solo perchè l’aristocrazia ( il governo dei più capaci) è di difficile attuazione. Esiste qualcosa di più importante della democrazia perchè si realizzi una sana convivenza civile? Sì : il liberalismo. La democrazia è il governo degli uomini, o, per meglio dire, della maggioranza di essi. Il liberalismo, invece, è il governo della legge; lo stato di diritto, che, di fatto, coincide con il costituzionalismo. In quanto tale, il liberalismo tutela tutti gli individui, anche le minoranze. E, in Italia, chi è che governa : gli uomini o la legge? Se il nostro Paese fosse per davvero una democrazia liberale, la risposta sarebbe scontata : la legge. Ma non lo è. Qui da noi comandano gli uomini, ovvero i politici. Gli uomini, in Italia, si considerano al di sopra della legge. Perfino certi magistrati si reputano superiori ai codici che maneggiano, tanto da voler imporre ad altri uomini – i legislatori – le norme che essi stessi vorrebbero si emanassero. Il dato non è di poco conto. Se, infatti, gli uomini contano più della legge, diventa più facile aggirare i diritti altrui e prevaricarli. Anche il clima infuocato da preelezione risente di tale consuetudine. Noi italiani scegliamo e votiamo per un politico perchè confidiamo in lui, più che nelle leggi che egli tenterà di attuare. Quante volte, in prossimità di una tornata elettorale, ci siamo sentiti dire : “conta l’uomo”, escludendo, con tale espressione, ogni riferimento a questo o a quel partito? L’uomo sopra tutto! Se poi le elezioni sono amministrative, l’uomo diventa addirittura essenziale, perchè è solo lui e niente altro che può favorirci. Un posto di lavoro, una raccomandazione, a chi la chiediamo se non all’”uomo”? L’uomo può tutto, specie se ha carisma. I politici che emozionano, che sorridono ed invitano all’ottimismo sono, per molti, rassicuranti. Altri considerano, invece, più affidabili i politici pessimisti, i catastrofisti, quelli che non promettano nulla se non sacrifici e più tasse. Ma la differenza tra le due categorie si assottiglia quasi a scomparire quando siamo alle prese con un problema che ci tormenta : è proprio in quel frangente che conta l’uomo, chiunque esso sia.  

 

 

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