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Via col tempo

Inserito da on 5 marzo 2010 – 00:00No Comment

                   

 Michele Ingenito

 

E’ triste, ma è così. Dietro la indecorosa vicenda della mancata presentazione delle liste PdL di Lombardia e Lazio si cela una sola verità. Le cuoia di Berlusconi. Politiche, s’intende. Quelle che gli stanno tirando gli ‘amici’ da tempo in pole position per succedergli.  L’età è l’età. E hai voglia di abbellirti il viso con quantità infinite di trucchi e contro trucchi. Alla fine chi si arricchisce è solo l’estetista, che illude e s’illude di avere ringiovanito oggi più di ieri il celebre paziente. Di tutto questo sono perfettamente consapevoli le giovani iene che stringono i cerchi di danza intorno al vecchio re che muore, al leone sdraiato e ruggente. Perché di ruggiti Silvio ne diffonde a bizzeffe in questi giorni. Infuriato com’è per certe figure che solo il suo fedelissimo uomo di fede, Emilio, saprebbe ben qualificare.  Di questo azzannarsi vicendevolmente nell’ambito degli stessi partiti tra politici di nuovo pelo e politicanti immessi su quell’insidiosissimo mercato ne è testimone anche la Campania. Al punto che la confusione è tale e tanta che la parte sana degli elettori avverte mal di capo costante misto a disgusto per chi votare. Non resta, a questo punto, che puntare sulle persone perbene. Ce ne sono tante che in questi giorni hanno deciso di cimentarsi per la prima volta in politica. E’ l’unico modo per sperare di non disperdere il proprio voto. Le notizie del quotidiano lasciano sempre più perplessi. Non c’è area (politica) immune dal peccato in un’Italia in cui sono le corporazioni e le lobbies (in fondo la stessa cosa) a gestire gli interessi di parte. Centri di potere ai quali è impossibile opporsi, salvo rimetterci la pelle. Saranno capaci di farlo quelle persone perbene che hanno deciso di schierarsi? Forse. Sempre che non nascondano promesse ed interessi non dichiarati, ma fin troppo taciti per non essere espliciti. Quanto a Berlusconi, il vecchio leader sente sfumare alla distanza il grande obiettivo di fare e tenere squadra. Si era illuso di potere rimanere capo a vita. In fondo, dal suo punto di vista, non aveva e non ha tutti i torti. “Io li ho creati. Guai a chi (me) li tocca!” E, invece, man mano che il tempo va, s’involano anche sogni e speranze, certezze e illusioni.  E’ la dura, durissima legge della politica, che scaraventa d’improvviso nel precipizio tutto ciò che ci si era illusi di creare per un tempo infinito. Quel che appare alla vita dei vincenti: il potere per l’eternità. Che tale non è, ma che tale deve essere per chi proietta sempre nel futuro il proprio quotidiano. Una finzione, null’altro che una finzione. Ma che aiuta a non cedere, nonostante le distanze ridotte dalle iene.

 

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