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Candidature e questione morale

Inserito da on 19 febbraio 2010 – 08:00Un commento

Aldo Bianchini

Un paio di settimane fa Luigi De Magistris parlando a Salerno nell’ambito della presentazione della candidatura per l’ IdV di Fausto Morrone lanciò un segnale d’allarme a tutta la sinistra dicendo pressappoco così; “”Dopo la vicenda Cosentino il centro-destra porrà in Campania la questione morale per le candidature, corriamo il rischio di farci espropriare un patrimonio che era soltanto della sinistra e se ciò accadrà soccomberemo tutti nelle prossime elezioni regionali””.  E così è stato, almeno per la prima parte o almeno fino a questo momento, cioè per le candidature la “questione morale” è al primo posto delle scelte operate con forza e tenacia dal candidato governatore Stefano Caldoro spalleggiato da tutti i suoi sponsor più forti. La questione morale dunque è un patrimonio elettorale possente.  Non a caso De Magistris ha puntato su questo cavallo di battaglia per reggere l’urto revisionistico che sull’onda emozionale del “novello Bersani pensiero” ha contagiato perfino il leader dell’ IdV Antonio Di Pietro. E la candidatura di Vincenzo De Luca è sbocciata come un fiorellino o meglio come la classica ciliegina sulla torta, a disdoro anche della benedetta questione morale che il PD fa finta ancora da perseguire. E sulla determinata scelta di Stefano Caldoro arriva, però, la battaglia delle battaglie che ha un nome ed un cognome: Alberico Gambino.  Prima di parlare di lui è necessario rifare  la scaletta giudiziaria di chi incappa in una vicenda penale. La vicenda si divide in vari spaccati in una sorta di vera e propria scaletta che proverò a semplificare assegnando ad ogni passaggio un numero: 1) notizia di reato,2)  avvio azione penale con assunzione di sommarie informazioni, 3) iscrizione a modello 21, 4) notifica avviso di garanzia, 5) indagini preliminari del pm, 6) eventuale tribunale del riesame, 7) richieste del pm ed esame delle indagini da parte del GIP, 8)  discussione dinnanzi al GUP, 9) rinvio a giudizio, 10) sentenza di primo grado, 11) sentenza di appello, 12) sentenza Cassazione, Insomma i gradi di una inchiesta giudiziaria penale sono almeno dodici (anche se qui qualche avvocato penalista di vaglia sorriderà perché, tra leggi e leggine, di passaggi ce ne sono tanti altri!!) e dal primo al dodicesimo passaggio il buon senso e la tutela del diritto inducono a ritenere per tutti “la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva”. E il passaggio definitivo è soltanto il dodicesimo, quello dinnanzi alla Suprema Corte di Cassazione, al di là della presunta gravità delle accuse iniziali. Adesso vediamo in quale passaggio giudiziario possono essere incasellati i tre grandi (si fa per dire!!) del nostro territorio: Nicola Cosentino, Vincenzo De Luca e Alberico Gambino. Il caso di Cosentino è inquadrabile tra il quinto e il settimo scalino, quello di De Luca al nono quello di Gambino al decimo. Insomma, come dire, che se il PdL ha rinunciato alla candidatura di Cosentino può,  anzi dovrebbe,  benissimo far saltare la tanto conclamata candidature di Gambino che è posizionato su uno scalino giudiziario alquanto più alto. Difficile sarebbe comprendere un due pesi e due misure, anche se per Gambino “una speranza c’è”, ma  non è quella di De Luca. La prima udienza del processo di appello per Gambino si terrà il giorno 26 febbraio 2010; se sarà assolto potrà essere candidato. Però Gambino non incominci a sognare in quanto nella storia giudiziaria della nostra circoscrizione non si è mai registrata la conclusione di un processo alla prima udienza. La speranza, ovviamente, è l’ultima a morire anche se sulla vicenda Gambino c’è, come  dicevo, la battaglia delle battaglie. In effetti lo scontro, tutto interno al PdL, tra la Carfagna e Cirielli è davvero giunto all’ultimo atto. Dalla candidatura o meno di Gambino, forse, dipenderà la nascita di un nuova stagione per la completa fusione e per la crescita futura del Popolo della Libertà, almeno in provincia di Salerno.

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