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Successi di critica e di pubblico per l’attore casertano Franco Silvestri

Inserito da on 8 febbraio 2010 – 00:14No Comment

Sento ancora i brividi addosso, mi viene di nuovo la pelle d’oca pensando all’emozione avvertita ammirando sul palcoscenico di un teatro l’indiscussa bravura di un attore casertano, noto a pochi addetti ai lavori, che porta alto, per i teatri d’Italia, il vessillo di Terra di Lavoro. Ebbene, tutto è cominciato per caso – non capita tutti i giorni – ovvero per riempire il vuoto di un pomeriggio di un giorno di festa. A teatro, dunque: il ‘Garden’, già prestigioso cinema capitolino che ai tempi ‘belli’ – sembrano rinverditi – ospitava e proiettava soltanto film di prima visione, completamente ristrutturato, rimesso a nuovo e ritornato, per l’occasione, agli antichi splendori, dall’altro lato della … strada. Sul palco una équipe d’attori di tutto rispetto (Massimo Venturiello, Andrea Tidona, Irma Ciaramella, Franco Silvestri) e poi lo scenografo Enzo De Camillis, la costumista Vera Cozzolino e le musiche di Marco Tiso, a rappresentare un’opera inedita: <<L’avvocato del duce>>. Un’opera ‘atipica’ che ha prodotto, realizzato e rappresentato uno spettacolo da sogno, un sogno tradotto in spettacolo. L’opera, infatti, non può dirsi commedia dal momento che non presenta lati lieti e/o che destano ilarità, mettono buonumore; nemmeno un classico, nell’accezione del termine; o forse sì, guardando all’aspetto prettamente amoroso-sentimentale. Più tragedia laddove in riferimento a quelli che erano e sono i canoni tradizionali della tragedia storica e mitologica. Ai quali, per molti versi s’avvicina, avendone gli ingredienti: il personaggio storico, le sue vicende politiche con gli esiti tragici e luttuosi che si riflettono anche nelle particolari passioni umane e che, a seconda della predisposizione d’animo, del ‘credo’ ed appartenenza ai diversi gruppi politici, possono suscitare nello spettatore indignazione, pietà, catarsi. Ma certamente è una rappresentazione seria e compiuta che, ripercorrendo uno spaccato di vita che ha segnato Nazione e popolo, compendia dentro di sé passato e presente. Un’analisi minuta e dettagliata che da un lato ripercorre ed abbraccia ogni tappa dell’epopea fascista e dall’altro mette in evidenza il lato umano, lo stridente contrasto, l’intima fragilità che si annida nell’intimo dell’uomo di potere ed il trasporto amoroso verso la donna amata dalla quale non riesce a separarsi. Ed è proprio questa donna (… ricordiamo, con l’occasione, il suo ‘Mussolini segreto’) che in un sublime atto d’amore (… non è da ritenere una ‘pentita’ ante litteram), nel tentativo estremo di salvare la vita all’uomo amato organizza un incontro con un famoso principe del foro per mettere a punto una difesa insperata che compendi e chiarisca i perché e i percome della sua politica. Stupenda l’esibizione, perfetta l’interpretazione del casertano Franco Silvestri, attore di indiscusse qualità, brillante protagonista dell’opera rappresentata nelle vesti del cronista. Da grande artista qual è, ha retto benissimo la parte meritando favori ed apprezzamenti di una critica, sempre vigile, spesso impietosa, e riscuotendo applausi a scena aperta da parte di un pubblico attento ed interessato (significative le presenze di tanti V.I.P. della cultura, della politica, del teatro, fra i quali il maestro Gigi Proietti e la diva Giuliana De Sio, ecc.) che, per tutte le serate della rappresentazione, ha affollato il teatro ‘Garden’ facendo registrare il tutto esaurito. Calato il sipario sul ‘Garden’, un altro domenica scorsa si è alzato sulla compagnia Tidona, Venturiello, Ciaramella, Silvestri: al teatro comunale ‘Carlo Gesualdo’ di Avellino dove è stata messa in scena ‘la strada’ di Federico Fellini.

Paolo Pozzuoli

 

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