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I “sogni” della beata Anna Schaffer- I^parte

Inserito da on 1 febbraio 2010 – 00:00No Comment

don Marcello Stanzione

La tedesca Anna Schaffer che  fu beatificata da Giovanni Paolo II il 7 marzo 1999, nacque il 18 febbraio 1882 a Mindelstetten in Baviera ed era la terzogenita dei sei figli del falegname Michele e di Teresa Forster. Crescendo manifestò un grande amore al Santissimo Sacramento dell’Altare e alla Madonna inoltre a scuola otteneva il massimo dei voti in tutte le materie. All’età di tredici anni a causa della estrema povertà della famiglia andò in servizio presso una famiglia di Ratisbona per procurarsi la dote per poter entrare in un istituto di suore missionarie. A Ratisbona soffrì molto per la mancanza di comprensione umana e l’unica sua gioia fu quella di poter partecipare alla Messa ogni mattina alle cinque. Con la morte del padre avvenuta il 24 gennaio rientrò in famiglia che a causa del grave lutto era diventata ancora più povera. Anna riprese a fare la domestica presso altre famiglie che poi abbandonò per evitare insidie alla sua purezza. Nel giugno del 1898 fece un sogno premonitore che sarebbe stato determinante per la sua vita: “ Nel mese di giugno 1898 ho avuto uno strano sogno. Io lo chiamo sogno, perché non riesco esprimermi su questo in un altro modo. Non ero ancora andata a letto, e la luna entrava nella mia stanzetta rendendola tanto luminosa. Stavo recitando la mia preghiera della notte e si era verso le ore dieci della sera. Appena ebbi finito la preghiera, tutto è diventato improvvisamente buio intorno a me e io ne avevo una grande paura. Di colpo tutto è diventato chiaro come un fulmine e davanti a me stava una persona. Questa persona era vestita con un abito azzurro e con un mantello rosso sopra, così come erano vestiti gli apostoli, oppure come io già spesso avevo visto sulle immagini la rappresentazione di Gesù, il Buon Pastore! Aveva nelle mani anche una corona del rosario; ha parlato anche a me della preghiera del rosario e disse, che non avrei raggiunto i vent’annie che dopo avrei dovuto soffrire molto, molto. Quella figura diceva anche, che io avrei dovuto soffrire molto durante molti anni, e ha parlato anche del numero di questi, ma io questi non li sapevo più, e subito non li ho saputi più, appena la persona era sparita. Io ero talmente emozionata e scossa dal tremore e dalla paura, che subito dopo non ricordai più nulla di tutte le cose che quella persona mi aveva ancora detto. Dopo tutto ritornò di nuovo chiaro, perché la luna inondava con il suo tenue chiarore tutta la notte la mia stanzetta. Io non ho potuto chiudere occhio quasi tutta la notte, perché avevo sempre ancora quella figura”. Il 14 febbraio 1901 Anna lavora nella lavanderia della casa forestale di Stammham, presso Ingolstad e una delle canne fumarie sta per cadere, la ragazza si arrampica per aggiustarla ma cade dentro una vasca di acqua bollente piena di lisciva e ne riporta ustioni gravissime fino alle ginocchia. Dopo mesi di ricovero Anna ritorna a casa ed è diventata invalida per sempre con degli atroci dolori che non finiranno mai. Intanto la sua famiglia cade nella miseria più nera. Di fronte a tale tragedia Anna gradualmente capisce che anche in questa situazione di atroce sofferenza, il Signore le affida il compito di essere un’anima vittima per i peccati dell’umanità. Dal suo letto ( che ella chiama letto-croce) dove è paralizzata consiglia ed incoraggia tantissimi fedeli che vengono a chiederle aiuto e sostegno. Nei suoi “ sogni “ gli appaiono Gesù e san Francesco e riceve particolari rivelazioni sul Purgatorio. La beata vide le anime del Purgatorio soffrire spaventosamente per tutto il male realizzato e specialmente per non aver amato in pienezza il Signore.

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