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	<title>Commenti a: Salerno: Binario 21, a teatro la Shoah</title>
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	<description>L'informazione di Salerno e provincia è on line</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 04:12:06 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.dentrosalerno.it/web/2010/01/31/salerno-binario-21-a-teatro-la-shoah/#comment-17227</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 19:25:11 +0000</pubDate>
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		<description>Scrivo due righe per rispondere al commento precedente al mio.
Uno dei pregi più grande di questo gruppo di giovani salernitani è l'umiltà. Infatti tutti i componenti seguono da tempo un percorso artistico e, dopo il successo avuto nei primi tre spettacoli, non hanno la presunzione di ritenersi artisti, attori, o registi già arrivati all'apice ma continuano, in tutta umiltà, a studiare per migliorarsi e crescere.
Da precisare in oltre che questo spettacolo è stato apprezzato anche da esperti, teatri e docenti in materia della nostra zona e non.
Oltre i dati di fatto sopra elencati mi piacerebbe esprimere un giudizio personale. Lo spettacolo è un racconto su qualcosa che tutti conosciamo bene e su cui è gia stato espresso molto, ma quello che questo spettacolo propone è un punto di vista nuovo, proposto dai giovani su un ormai storico orrore. Quindi mi va di esaltare l'audacia e la novità del testo che la compagnia ha proposto invece di riesumare ormai conosciuti spettacoli per dire la loro. In più, da non sottovalutare, è l'impegno che questi giovani semi-professionisti hanno dimostrato sul palco, non rendendo tutto simile ad un saggio di fine anno.
Invito tutti quindi a vedere lo spettacolo anche per far si che vi facciate una vostra opinione.
Francesco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo due righe per rispondere al commento precedente al mio.<br />
Uno dei pregi più grande di questo gruppo di giovani salernitani è l&#8217;umiltà. Infatti tutti i componenti seguono da tempo un percorso artistico e, dopo il successo avuto nei primi tre spettacoli, non hanno la presunzione di ritenersi artisti, attori, o registi già arrivati all&#8217;apice ma continuano, in tutta umiltà, a studiare per migliorarsi e crescere.<br />
Da precisare in oltre che questo spettacolo è stato apprezzato anche da esperti, teatri e docenti in materia della nostra zona e non.<br />
Oltre i dati di fatto sopra elencati mi piacerebbe esprimere un giudizio personale. Lo spettacolo è un racconto su qualcosa che tutti conosciamo bene e su cui è gia stato espresso molto, ma quello che questo spettacolo propone è un punto di vista nuovo, proposto dai giovani su un ormai storico orrore. Quindi mi va di esaltare l&#8217;audacia e la novità del testo che la compagnia ha proposto invece di riesumare ormai conosciuti spettacoli per dire la loro. In più, da non sottovalutare, è l&#8217;impegno che questi giovani semi-professionisti hanno dimostrato sul palco, non rendendo tutto simile ad un saggio di fine anno.<br />
Invito tutti quindi a vedere lo spettacolo anche per far si che vi facciate una vostra opinione.<br />
Francesco</p>
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	<item>
		<title>Di: rosa</title>
		<link>http://www.dentrosalerno.it/web/2010/01/31/salerno-binario-21-a-teatro-la-shoah/#comment-17201</link>
		<dc:creator>rosa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 11:38:50 +0000</pubDate>
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		<description>Non credo di aver visto lo stesso spettacolo visto che mi trovo in netto disaccordo. A mio avviso, la performance non è stata altro che una riesamina di tecniche teatrali ed espressioni stilistiche già viste e già portate avanti da emergenti compagnie salernitane che purtroppo, non posseggono risorse economiche sufficienti a questa visibilità . Per quanto riguarda lo spettacolo nel complesso sono rimasta alquanto delusa; mi aspettavo un lavoro più accurato e professionale considerato il cognome della "direttrice" che noi dello spettacolo conosciamo bene.
Credo che il mondo del teatro ne ha fin troppi di figli di papà, con poche competenze, che non hanno mai portato a termine nessun tipo di percorso di studi specifico, nè professionale e tuttavia si improvvisano scrittori o addirittura direttori, avendo spalle forti. Consiglierei invece alla giovanissima autrice di studiare seriamente poichè dirigere uno spettacolo è un mestiere che richiede non solo conoscenze ma anche competenze specifiche, sopratutto se si vuole intraprendere un percorso serio e professionale. Consiglierei al giovane gruppo di mettersi nelle mani di una guida, con esperienza e competenze, che li possa indirizzare e li faccia formare attraverso un cammino di studio consono al "genere drammatico diverso dal tradizionale" che vogliono portare sulla scena. Il teatro sperimentale esige studio, laboratorio, ricerca e competenza, altrimenti resta solo una fredda copia di cose già viste e scopiazzate senza senso. Un in bocca al lupo per la vostra crescita professionale e culturale.
Rosa D. (regista)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo di aver visto lo stesso spettacolo visto che mi trovo in netto disaccordo. A mio avviso, la performance non è stata altro che una riesamina di tecniche teatrali ed espressioni stilistiche già viste e già portate avanti da emergenti compagnie salernitane che purtroppo, non posseggono risorse economiche sufficienti a questa visibilità . Per quanto riguarda lo spettacolo nel complesso sono rimasta alquanto delusa; mi aspettavo un lavoro più accurato e professionale considerato il cognome della &#8220;direttrice&#8221; che noi dello spettacolo conosciamo bene.<br />
Credo che il mondo del teatro ne ha fin troppi di figli di papà, con poche competenze, che non hanno mai portato a termine nessun tipo di percorso di studi specifico, nè professionale e tuttavia si improvvisano scrittori o addirittura direttori, avendo spalle forti. Consiglierei invece alla giovanissima autrice di studiare seriamente poichè dirigere uno spettacolo è un mestiere che richiede non solo conoscenze ma anche competenze specifiche, sopratutto se si vuole intraprendere un percorso serio e professionale. Consiglierei al giovane gruppo di mettersi nelle mani di una guida, con esperienza e competenze, che li possa indirizzare e li faccia formare attraverso un cammino di studio consono al &#8220;genere drammatico diverso dal tradizionale&#8221; che vogliono portare sulla scena. Il teatro sperimentale esige studio, laboratorio, ricerca e competenza, altrimenti resta solo una fredda copia di cose già viste e scopiazzate senza senso. Un in bocca al lupo per la vostra crescita professionale e culturale.<br />
Rosa D. (regista)</p>
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