Salerno: Binario 21, a teatro la Shoah
Ieri sera a Salerno presso la chiesa di Sant’Apollonia incastonata nel cuore della città distante pochi passi dal museo provinciale, luogo adibito da alcun anni a questa parte per eventi culturali di vario genere; si è tenuto uno spettacolo teatrale davvero originale; alle ore 20:00 di ieri è andato in scena Binario 21 un lavoro scritto e diretto dalla giovanissima autrice salernitana Claudia Balsamo, al quale hanno preso parte Marta Amabile, Manuel Costanzo, Tommaso Fichele, Giuseppina Luciano, Massimo Portanova, Alessadro Tedesco, Michela Ventre e Luigi Vernieri . Lo spettacolo affronta il tema della Shoah partendo dallo stato d’animo dei deportati analizzandolo in tutte le sue sfaccettature, mettendo in risalto la crudeltà, la violenza ed il razzismo, perpetrati dai nazisti nei confronti dei deportati dei lager. Lo spettacolo si compone di due atti, si apre con monologo di un deportato ed attraversa varie scene di vita quotidiana all’interno dei campi di sterminio. I protagonisti sono gli uomini e donne internati .Un genere drammatico diverso rispetto al teatro tradizionale, ottima è stata la perfomance degli attori i quali grazie alla loro capacità espositiva messa in risalto attraverso un ottimo mimo e resa diretta grazie ai testi chiari e lineari, hanno saputo carpire l’attenzione dei tanti spettatori accorsi i quali sono rimasti soddisfatti, ulteriori apprezzamenti vanno dati anche alle musiche semplici e dolci che hanno accompagnato le scene. Mediocre invece è stata la scenografia. Esprimiamo i nostri più convinti apprezzamenti, alla Autrice agli attori ,alla parte tecnica, ed a tutti coloro che hanno lavorato alla buona riuscita di questo evento culturale. Da parte nostra esortiamo i giovani artisti ad esportare Binario 21 nei diversi centri della provincia Salernitana, non trascurando i piccoli comuni del nostro territorio .


Non credo di aver visto lo stesso spettacolo visto che mi trovo in netto disaccordo. A mio avviso, la performance non è stata altro che una riesamina di tecniche teatrali ed espressioni stilistiche già viste e già portate avanti da emergenti compagnie salernitane che purtroppo, non posseggono risorse economiche sufficienti a questa visibilità . Per quanto riguarda lo spettacolo nel complesso sono rimasta alquanto delusa; mi aspettavo un lavoro più accurato e professionale considerato il cognome della “direttrice” che noi dello spettacolo conosciamo bene.
Credo che il mondo del teatro ne ha fin troppi di figli di papà, con poche competenze, che non hanno mai portato a termine nessun tipo di percorso di studi specifico, nè professionale e tuttavia si improvvisano scrittori o addirittura direttori, avendo spalle forti. Consiglierei invece alla giovanissima autrice di studiare seriamente poichè dirigere uno spettacolo è un mestiere che richiede non solo conoscenze ma anche competenze specifiche, sopratutto se si vuole intraprendere un percorso serio e professionale. Consiglierei al giovane gruppo di mettersi nelle mani di una guida, con esperienza e competenze, che li possa indirizzare e li faccia formare attraverso un cammino di studio consono al “genere drammatico diverso dal tradizionale” che vogliono portare sulla scena. Il teatro sperimentale esige studio, laboratorio, ricerca e competenza, altrimenti resta solo una fredda copia di cose già viste e scopiazzate senza senso. Un in bocca al lupo per la vostra crescita professionale e culturale.
Rosa D. (regista)
Scrivo due righe per rispondere al commento precedente al mio.
Uno dei pregi più grande di questo gruppo di giovani salernitani è l’umiltà. Infatti tutti i componenti seguono da tempo un percorso artistico e, dopo il successo avuto nei primi tre spettacoli, non hanno la presunzione di ritenersi artisti, attori, o registi già arrivati all’apice ma continuano, in tutta umiltà, a studiare per migliorarsi e crescere.
Da precisare in oltre che questo spettacolo è stato apprezzato anche da esperti, teatri e docenti in materia della nostra zona e non.
Oltre i dati di fatto sopra elencati mi piacerebbe esprimere un giudizio personale. Lo spettacolo è un racconto su qualcosa che tutti conosciamo bene e su cui è gia stato espresso molto, ma quello che questo spettacolo propone è un punto di vista nuovo, proposto dai giovani su un ormai storico orrore. Quindi mi va di esaltare l’audacia e la novità del testo che la compagnia ha proposto invece di riesumare ormai conosciuti spettacoli per dire la loro. In più, da non sottovalutare, è l’impegno che questi giovani semi-professionisti hanno dimostrato sul palco, non rendendo tutto simile ad un saggio di fine anno.
Invito tutti quindi a vedere lo spettacolo anche per far si che vi facciate una vostra opinione.
Francesco
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