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Baronissi: infiltrazioni camorristiche negli appalti pubblici

Inserito da on 9 gennaio 2010 – 05:00No Comment

Nella giornata di ieri, venerdì 8 gennaio 2010, il sindaco Giovanni Moscatiello, in sinergia con prefetto di Salerno Sabatino Marchione e nel pieno rispetto degli indirizzi delineati nel Protocollo sulla Legalità, ha respinto dal territorio comunale di Baronissi il tentativo di infiltrazione camorristica di due aziende prive del certificato Antimafia, risultate provvisoriamente vincitrici di altrettante gare d’appalto bandite dal Comune. Il primo cittadino ha rescisso i contratti pubblici dei lavori oggetto delle gare d’appalto dopo aver ricevuto dalle forze dell’ordine gli esiti della verifica dell’assetto societario delle due aziende.Il contratto di esecuzione dei lavori è stato immediatamente rescisso per la ditta “E.M.G. Appalti srl” con sede a Casal di Principe (CE) in via Moscati, per quanto riguarda l’intervento di rifacimento dell’impianto di pubblica illuminazione di via Monticelli e via Tommaso San Severino per un importo complessivo di 106mila euro circa, e per la società “Campania Appalti srl” con sede a Caserta, per quanto riguarda la riqualificazione delle aree occupate dai prefabbricati del dopo sisma (lotto B alla frazione Antessano) per un importo complessivo di 138mila euro circa.Lo stop alle ditte incriminate è arrivato dopo la consegna in Prefettura di un dossier redatto dall’ufficio tecnico comunale e la successiva verifica, da parte dei vertici dell’Ufficio Territoriale di Governo, del pedigree delle stesse. La “Campania Appalti srl” è la stessa ditta inizialmente vincitrice dell’appalto per i lavori di realizzazione della strada d’accesso al termovalorizzatore di Salerno, successivamente revocata con interdittiva Antimafia. Iintervista al sindaco: Sindaco, come ha scoperto il tentativo di infiltrazione camorristica? «Mi sono accorto, scorrendo l’ultima relazione consegnatami dall’ufficio tecnico, che c’era qualcosa che non quadrava. Avevo già sentito parlare della “Campania Appalti” nei mesi scorsi e mi sono insospettito anche quando ho visto che anche un’altra ditta, la “E.M.G. srl” di Casal di Principe, figurava come vincitrice provvisoria della gara d’appalto. Ho deciso di inviare al prefetto una nota nella quale chiedevo una verifica dell’assetto societario di entrambe ed oggi abbiamo avuto la prova che i miei sospetti erano ampiamente fondati». Il protocollo sulla legalità funziona allora…«Funziona ed è uno strumento importante di cooperazione tra l’Ufficio Territoriale di Governo ed i Comuni per prevenire i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata sul territorio. C’è da precisare che noi siamo stati vigili ed attenti oltre misura, perché il protocollo attiva la procedura di monitoraggio per i contratti con importo pari o superiore a 250mila euro, ovvero per le prestazioni di servizi e forniture del valore pari o superiore alla soglia comunitaria. Il nostro livello di guardia in questo caso specifico è stato altissimo e lo sarà per tutte le gare d’appalto, per tutti i tipi di servizi e per le manifestazioni di natura commerciale o imprenditoriale che si terranno a Baronissi. In altre parole, la nostra città sarà off limits per la camorra».E’ un segnale importante quello che arriva alla città…«Questo successo è il risultato di una sinergia e di una concreta collaborazione con la prefettura di Salerno e con le forze dell’ordine. L’avevo preannunciato in occasione della prima seduta del Comitato per la Legalità, riattivato e rilanciato dopo anni di buio. Ed in quel frangente, dissi ai cittadini presenti, al questore di Salerno Roca ed ai carabinieri che avremmo lavorato, insieme, per combattere le infiltrazioni criminali. Baronissi intende costruire un futuro migliore per i propri figli, garantendo a tutti condizioni di rispetto delle regole, di trasparenza amministrativa e di collaborazione istituzionale».Crede che oggi l’utilizzo del termine “legalità” sia diventato un esercizio retorico svuotato dei suoi reali contenuti? «Esiste un binomio imprescindibile: teoria e prassi. Perché la legalità non diventi un feticcio nelle mani delle istituzioni è fondamentale che alla teoria segua un’azione mirata e concreta del concetto di legalità e rispetto delle regole. Il ripristino della legalità a Baronissi è una delle direttrici dell’azione amministrativa di questo governo. Non vogliamo che ci siano in giro venditori ambulanti senza licenza o persone che, in spregio ad ogni regola, esercitano, nel nome del libero arbitrio, attività di qualsiasi genere in danno ai commercianti del territorio e, più in generale, al tessuto economico e sociale di Baronissi. Chi crea disturbo, chi viene a Baronissi pensando di bivaccare o di aggredire gli interstizi della civile convivenza con qualsiasi forma di illegalità, è bene che sappia che verrà cacciato senza riserve».

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