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Un viaggio nelle cose di ogni giorno

Inserito da on 8 gennaio 2010 – 00:00No Comment

 Abate Donato Ogliari osb

Accanto a questo viaggio, o viaggi, che compiamo nell’intimo del nostro cuore e della nostra coscienza, come pellegrini verso il nostro autentico “io”, vi sono quei viaggi che appartengono all’orizzonte della nostra quotidianità, della nostra ferialità. Sono le cose e le persone di casa e dell’ambiente nel quale viviamo, lavoriamo e operiamo; sono le stagioni che si susseguono; il cielo mai uguale a se stesso e la natura che si riveste di nuovi colori; l’odore della pioggia e il calore e la luce abbacinante del sole; l’albero che smette o rimette il suo fogliame… Per dirla con José Saramago, si tratta di “vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre”. In fondo dobbiamo riappropriarci di ogni piccolo brandello che compone il nostro quotidiano e che, contemplato con occhi nuovi, ha sempre qualcosa di nuovo da dire al nostro cuore e alla nostra mente. Soprattutto, dobbiamo riappropriarci di quelle parole e di quei gesti ripetuti innumerevoli volte, e che rischiano di divenire preda della casualità o della superficialità: un buongiorno, un sorriso, una stretta di mano, una lacrima raccolta, un gesto di solidarietà, un grazie, una preghiera… È tutto parte di quell’approvvigionamento di cui il nostro viaggio dovrebbe essere ogni giorno rifornito. E allora, sorelle e fratelli carissimi, all’alba di questo nuovo anno, riprendiamo con alacrità il viaggio della nostra vita per camminare incontro al futuro di Dio con fede luminosa, speranza audace e carità ardente. Non lasciamoci attanagliare dalle “passioni tristi” che incombono sulla nostra epoca, ma apriamoci allo Spirito di Verità, quella Verità che ci fa liberi (cf. Gv 8,32). Guardiamo a Cristo, sole che mai tramonta, luce e guida ai nostri passi, e affidiamoci a Maria, “Stella del mare”, perché anch’ella ci protegga e ci aiuti ad attraversare il mare di questa storia così spesso oscuro e in burrasca. Di che cosa dovremmo avere paura, una volta che il nostro cammino è sorretto e fortificato dalla Trinità beata e dalla Vergine santissima? Non ci resta che proseguire con il canto della speranza e della gratitudine nel cuore, indirizzando decisamente i nostri passi verso un futuro di pace e di serenità, verso un futuro nel quale l’Amore ci attende sempre. E così sia!

 

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