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Autostrada: Ciucci (Anas) come Cristo si è fermato ad Eboli

Inserito da on 3 gennaio 2010 – 09:44Un commento

Aldo Bianchini

All’indomani degli applausi riservati ai vertici direzionali dell’Anas per l’apertura al traffico del nuovo svincolo di Pagliarone in zona aeroporto Costa d’Amalfi sono d’obbligo alcune riflessioni sulla lentezza che, comunque, contraddistingue alcuni cantieri di lavoro per l’ampliamento della Salerno-Reggio. Ovviamente non possiamo non sottolineare, prima, l’eccezionale tempistica con cui è stato progettato, costruito e aperto lo svincolo di Pagliarone che si pone, oggi come oggi, come un punto di riferimento preciso per il futuro necessario sviluppo non solo dell’aeroporto di Salerno ma di tutta la zona circostante e dell’intera piana del Sele. Il presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha consegnato alle autorità locali (Marcello Feola, Ernesto Sica, Domenico Di Giorgio, Giuseppe Salvioli, rispettivamente ass. prov. lavori pubblici, ass. prov. trasporti e sindaco di Pontecagnano, sindaco di Montecorvino Pugliano e sindaco di Bellizzi) uno strumento commerciale e turistico di assoluta valenza e bene hanno fatto le autorità a manifestare tutta la loro felicità per la giornata storica vissuta. Anche il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli ha manifestato da Roma il suo compiacimento per i tempi contenuti per la realizzazione dell’opera. Ma qualunque automobilista si rende ben conto che a pochi chilometri di distanza da Pagliarone l’autostrada prima si strozza in area svincolo di Battipaglia per poi quasi bloccarsi completamente nello svincolo di Eboli. Pericolosissimo quel tratto di un centinaio di metri che ad ogni minimo aumento di traffico subito lo paralizza in entrambe le direzioni. Con l’aggravante che sulla carreggiata nord (Eboli-Battipaglia) in questi ultimi mesi c’è un ulteriore restringimento a causa di lavori su lavori non meglio identificabili. E gli anni passano senza che nulla accada, almeno cinque quelli già alle spalle senza che l’Anas dia la benché minima spiegazione sul perché di tantissimo e insopportabile ritardo che ha causato anche la perdita di alcune vite umane. Ci siamo lamentati per anni dell’imbuto di Fratte e subito dopo averlo parzialmente risolto ne è stato creato un altro ad Eboli. La vicenda ha dell’incredibile. Percorro settimanalmente l’ A/3 nel tratto Salerno-Sala C. e viceversa, ho compreso la lentezza dei lavori del macrolotto, mi rendo conto della complessità dei lavori nel tratto Contursi-Sicignano ma non ritengo assolutamente possibile che in questo Paese tutto, dopo Cristo, si debba fermare ad Eboli. A meno che l’Anas non riesca a dare spiegazioni concrete e soprattutto credibili.  

Un commento »

  • Caro Aldo è sempre la solita storia. La questione Meridionale non è stata mai vlouta essere affrontata con obiettività e verità storica. Il sud non rientra da quasi 150 anni nell’agenda dei Governi che si sono succeduti ad oggi. Guido Dorso, già nel lontano 1925 auspicava, a ragion veduta, ed invitava i politici e i sindacalisti del sud ad uscire dai partiti e dai sindacati nazionali. Questo non è successo e non succede, siamo rappresentati da politici “ascari” che in cambio dei loro vantaggi personali hanno venduto al nord il nostro Popolo meridionale che, dopo essere sato invaso e colonizzato dagli anglo/sabaudi nel 1860, si ritrova, nella fattispecie, con una mulattiera spacciata per autostrada. E’ ora di capire che solo la nascita e l’affermazione di un grande Movimento merdionalista che nel giro di pochi anni cresca e si radichi al punto da poter condizionare le agende dei futuri Governi (come ha fatto la Lega a vantaggio del nord in questi anni)può concretamente dare una svolta a 150 anni di arretratezza e soprusi a scapito dei noi meridionali. Ne il centro/sinistra ne tantomeno il centro/destra per non parlare del centro possono cambiare le cose. E’ una visione nvecentesca, superata, oggi si afferma chi porta avanti interessi territoriali (vedi Lega), le ideologie non hanno più ragione di esistere. Viva il Sud e tutti i Movimenti meridionalisti.

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