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Maria, la donna del sì al Natale

Inserito da on 1 gennaio 2010 – 00:00No Comment

don Marcello Stanzione

L’azione angelica dell’Annunciazione del Signore è un evento della storia della Salvezza che noi cattolici festeggiamo il 25 marzo ed ha sempre avuto particolare rilevanza nel calendario liturgico, a motivo del grande mistero di misericordia  e di amore che in sé continua e di per sé esprime : il mistero del Figlio stesso di Dio, che si fa figlio dell’uomo, assumendo la carne nel seno purissimo della Vergine Maria. L’Incarnazione, che celebriamo con il Natale, è l’inizio della Redenzione e, in entrambi questi misteri, il protagonista è uno solo, è il medesimo, cioè “Cristo secondo la carne, Egli è sopra ogni cosa Dio benedetto nei secoli” (Rm. 9,5). Là, nella terra di Galilea, dentro l’umile casa di Nazareth, accanto all’arcangelo Gabriele, che porta l’annuncio, ed a Maria, che riceve l’annuncio, è Lui che bisogna intravedere con gli occhi attenti della fede : è Lui precisamente il contenuto dell’annuncio. Noi invocheremo, dunque, e benediremo Gabriele come l’angelo dell’annuncio ; invocheremo in particolare, e benediremo Maria, chiamandola e venerandola col bell’appellativo dell’Annunziata, tanto caro alla pietà popolare ; ma, al centro di questi due personaggi, quale ospite augustissimo, ormai presente ed operante, dovremo sempre scorgere, invocare, benedire, anzi adorare l’annunciato Figlio di Dio. “Non temere, o Maria….Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo…” (Lc. 1, 30-31). Questo, in sintesi, nella semplicità del linguaggio evangelico, è l’annuncio : concepimento e parto verginale del Figlio stesso di Dio. Maria da il suo assenso all’angelo nunziante. La pagina di Luce, pur nella sua scarna  concisione, è ricchissima di contenuti biblici antico-testamentari, e dell’inaudita novità della rivelazione cristiana : ne è protagonista una donna, la Donna per eccellenza, scelta  da tutta l’eternità per essere la prima, indispensabile collaboratrice del piano divino di salvezza. È la fanciulla di stirpe regale che risponde al nome di Myriam, di Maria di Nazareth, umilissima e nascosta borgata di Galilea. L’autentica novitas cristiana, che ha posto la donna in una altissima, incomparabile dignità, inconcepibile alla mentalità ebraica del tempo come nella civiltà greco-romana, comincia da questo annuncio rivolto a Maria da Gabriele, nel nome stesso di Dio. Essa è salutata con parole tanto alte, che la intimoriscono : “Kaire, Ave, rallegrati !”. La gioia messianica risuona per la prima volta  sulla terra.“Kekharitoméne, gratia plena, piena di grazia !”. L’Immacolata è qui, scolpita nella sua pienezza misteriosa di elezione  divina, di predestinazione eterna, di chiarità luminosa.“Dominus tecum, il Signore è con te !”. Dio è con Maria, membro eletto dell’umana famiglia per essere la madre dell’Emmanuele, di colui che è “Dio con noi”. Maria è la garanzia vivente e concreta di questa presenza salvifica di Dio.Maria è la testimonianza più alta di ciò che lo Spirito di Dio può fare nell’uomo quando lo rinnova nell’intimo e lo costituisce pietra viva in un mondo nuovo. Prevenuta dalla grazia del Signore, ella rispose con fedele ubbidienza ad ogni richiesta di Dio, ad ogni azione dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo le rischiarò, passo dopo passo, l’oscuro cammino di fede, le illuminò ogni parola e ogni gesto del Figlio, la sorresse nel dolore del Calvario e nell’offerta suprema. Poi, dopo la Croce, la configurò a Lui nella gloria.

 

 

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