Il troppo…che storpia!
Non si regge più. La pubblicità dei trans. C’è chi gioca con le parole, trasla i termini ed appioppa tale prefisso un po’ a tutto. I media stanno facendo colpo sull’immaginario collettivo. Sulla cultura demenziale del Grande Fratello, che infila nella casa anche lì un trans; sugli Amici della De Filippi, che tra storie e fiction, passano per tale categoria e sull’attesa Isola dei Famosi, che già ha lisciato le penne vanitose di Cecchi Paone e di Malgioglio. Scusate se esistono anora persone normali, verrebbe voglia di gridare, normalmente coniugate, procreanti nell’eterosessualità, come Dio ha istituito, senza fittare uteri e senza gestire famiglie omo. Senza pretendere di legalizzare, col sacramento nuziale, unioni anomale; senza allevare figli, in uteri trans. Un fastidio, una confusione, una voglia di abbassare i riflettori del digitale, a singhiozzi in molte case, ma non offuscanti ancora i trans marrazziani e la prostituzione dietro tali vite. Quali esempi dettare a quanti, assopiti dall’ultimo gossip, cercano di capirci qualcosa su un ex governatore laziale, che tra non molto sarà probabilmente rinserito sui piccoli schermi. Semmai anche applaudito, come già avvenuto l’estate scorsa a quel parlamentare dell’Udc, trovato in compagnia di due donne, tra coca ed alberghi. Al suo ritorno, nel paese pugliese, scroscianti applausi. Siamo davvero alla frutta, direbbe un caro amico politico, che dopo ben due legislature al Senato, rimane non in disparte dalla scena politica, ma a guardare con occhi stupiti il fango che questa Seconda Repubblica propina, avendo demonizzato la prima. Oggi, nulla fa più scalpore. Anzi, le rivelazioni dell’ultim’ora, inseguite dalla moda del momento, di dominio pubblico. Prostitute che rivelano piccanti particolari, assurte a regine mediatiche di Vespa, trans spalleggiati dall’ex parlamentare Luxuria, vate di diritti sociali, pendenti dalla sua parte. Sulla scena, scarsa rilevanza ai veri eroi del momento. Ai messaggi che invece potrebbero far riflettere nel bene, per un mutamento di mentalità. Una valanga interrogativa sul caso Erba e sul silenzioso perdono dell’unico superstite, Mario Frigerio, in nome d’una fede religiosa vissuta autenticamente. Questi esempi dovrebbero andare in onda costantemente. come la forza di guardare avanti del collega Giustino Parisse che, nella tragedia abruzzese, ha perso i figli ed il padre. E va avanti, con la forza della vita! Davvero tanto di bene nel nostro mondo, ancora chiede un diritto di tribuna!



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