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Oculistica: Patologia dell’orbita, l’esoftalmo

Inserito da on 29 novembre 2009 – 00:00No Comment

Prof.Dott.Vincenzo Pagliara

Nei mesi scorsi abbiamo parlato dell’Anatomia dell’occhio, della Fisiologia della visione, dei Vizi di Rifrazione o Ametropie (Miopia, Ipermetropia, Astigmatismo). Inoltre si è dato rilievo al Cheratocono ed alla Presbiopia.Oggi cominceremo la trattazione delle patologie oculari, un campo interessante ed affascinante per la varietà e la familiarità di tante affezioni,  sempre con lo scopo di fare prevenzione, perchè  conoscere aiuta a  curarsi meglio.L’Orbita  è un argomento di cui si è discusso recentemente a due Congressi, dove ho partecipato anche in qualità di Moderatore; la settimana scorsa ho indicato nelle Radiofrequenze un modo per intervenire su alcune patologie sia perioculari che  dovute all’invecchiamento cutaneo.La patologia più importante e frequente che riguarda l’orbita, che è bene conoscere perché spesso è dovuta a patologie generali, è l’Esoftalmo, cioè la protrusione dei bulbi oculari, dovuta ad aumento del contenuto orbitario.Il tipo di Esoftalmo più diffuso  spesso è causato da problemi alla tiroide; si manifesta con occhi sporgenti in modo abnorme, che danno un aspetto caratteristico, anche se nelle fasi iniziali o nelle forme più lievi tali aspetti sono sfumati; pertanto bisogna fare attenzione per effettuare una diagnosi precoce.

L’Esoftalmo da cause generali ha alcuni segni caratteristici, che lo differenziano da altri tipi di esoftalmo meno frequenti.Innanzitutto vi è assenza di segni infiammatori, non è pulsante e non vi è alcun soffio.Le cause sono diverse Malattie Sistemiche (Leucemia, Mielosa Multiplo), ma soprattutto turbe Endocrine (Morbo di Basedow).E’ più frequente nei giovani adulti; di solito inizia con retrazione della palpebra superiore e dilatazione dei vasi congiuntiveli per incompleta chiusura della rima palpebrale e conseguente ridotta lubrificazione, dovuta alla riduzione dell’ammiccamento (chiusura spontanea degli occhi).E’ di entità molto diversa da caso a caso, a volte appena apprezzabile; è bilaterale ma spesso diverso tra i due occhi. Si possono distinguere due tipi di Basedow, quindi di esoftalmo endocrino: il tireotossico o tiroideo ed il tireotropo o ipofisario, anche se le forme di transizione, cioè le vie di mezzo, sono le più frequenti. L’Esoftalmo Tireotossico è dovuto ad una iperfunzione della tiroide, che produce un eccesso di Tiroxina, determinando un aumento di tensione dei muscoli oculomotori, una retrazione della palpebra superiore ed una incompleta chiusura delle palpebre durante il sonno. In genere è modesto e varia con il miglioramento o il peggioramento dell’ipertiroidismo.L’Esoftalmo Tireotropo è  provocato dall’aumento dell’ormone ipofisario tireotropo; esordisce in modo subacuto, è associato ad oftalmoplegia e diplopia, è elevato ed irriducibile. In pratica si vede doppio a causa di uno strabismo paralitico.In tutti i casi dobbiamo temere l’eventualità di manifestazioni ulcerative della cornea, da riferire all’impossibilità di chiusura della rima palpebrale per il notevole esoftalmo. In questi casi è necessario l’uso di colliri o di gel lubrificanti o riepitelizzanti. Vi sono vari altri tipi di esoftalmo, meno frequenti. L’Esoftalmo Pulsante, dovuto ad aneurisma artero-venoso o ad una comunicazione anomala tra carotide e seno cavernoso. Si manifesta con dolore improvviso e violento seguito dalla comparsa di esoftalmo, soffio pulsante, deficit visivo e dilatazione dei vasi congiuntivali. E’ riducibile, talvolta provoca diplopia per compressione dei nervi oculomotori o glaucoma per ostacolo al deflusso delle vene vorticose. L’Esoftalmo Intermittente  è dovuto a cause vascolari (Aneurismi o varici orbitarie, Angiomi o emorragie dell’orbita), aumenta e regredisce spontaneamente.L’Esoftalmo conseguente a traumi orbitari è associato  ad ematoma dell’orbita, spesso ad enfisema dell’orbita per rottura dei seni paranasali e non è riducibile. L’Esoftalmo Infiammatorio è dovuto a Tenonite, Cellulite orbitaria, Miosite, Tromboflebit settica del seno cavernoso. Insorge in modo brusco con dolore spontaneo, tumefazione palpebrale e chemosi congiuntivale(occhio molto arrossato e congesto). Altra patologia dell’orbita è l’Enoftalmo, cioè l’opposto dell’esoftalmo, in quanto l’occhio appare infossato nella cavità orbitaria. Vi sono forme bilaterali, tipiche degli anziani, per atrofia del grasso orbitarlo e forme monolaterali conseguenti a traumi. In questi casi, come nelle fratture del pavimento dell’orbita, si ha diplopia (visione doppia) nello sguardo verso l’alto per incarceramento del muscolo retto inferiore nella rima di frattura.

Infine citiamo la Cellulite Orbitaria, che non ha niente a che fare con la nota cellulite, causa di problemi estetici nelle donne, ma che la maggior parte degli uomini non nota neanche,  poiché guarda una donna  nell’insieme! La cellulite orbitaria consiste in un edema infiammatorio del tessuto cellulare grasso dell’orbita. E’ tipicamente unilaterale e si manifesta con edema palpebrale, chemosi congiuntivale, esoftalmo non riducibile, dolori violenti, ipertermia. Di solito è secondaria ad affezioni dei seni paranasali e del naso o a processi flogistici dentari e l’infezione suppurativa da cocchi (in particolare lo stafilococco aureo) può determinare un interessamento meningeo e cerebrale che, se non curato adeguatamente, può portare alla morte.In conclusione, tra le patologie dell’orbita, l’esoftalmo rappresenta il segno più rappresentativo che può essere dovuto a svariate cause, anche se la più frequente è una disfunzione della tiroide. Il “take  home message”, cioè il messaggio da portare a casa è il seguente: in caso di protrusione di uno o di entrambi i bulbi oculari, cioè di un’anomala sporgenza che prima non c’era, rivolgersi sempre al medico curante che  consiglierà una visita oculistica, una visita endocrinologica ed eventuali analisi. L’oculista potrà prescrivere un ecografia orbitarla o una risonanza magnetica per ulteriori approfondimenti. In tal modo si potrà intervenire precocemente ed effettuare la corretta diagnosi e la terapia più indicata.
La settimana prossima passeremo dall’orbita a patologie più “terrene” come quelle delle palpebre, tra le quali piuttosto diffuse e comuni sono orzaiolo, calazio, blefarite, ed altre meno note ma ugualmente frequenti come entropion, ectropion, xantelasma, ecc. Buona lettura e…occhio ai vostri occhi!

 

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