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Le donne della Nunziatella

Inserito da on 25 novembre 2009 – 06:59Un commento

  di Rita Occidente Lupo

Dopo 222 anni, la Scuola Militare Nunziatella, ha aperto i battenti alle donne. Il giuramento storico, in Piazza del Plebiscito, delle giovani leve. Le pari opportunità, scattate anche per l’esercito da qualche tempo, si completano con la storica scuola, armata di moschetto.  Fedeltà alla Repubblica, in uniforme scura per le 7 ragazze, sorridenti sotto il cappello fregiato. La parata, nella città partenopea, scortata da scroscianti applausi. Ormai le donne nelle Forze Armate non costituiscono più una novità. Per la Nunziatella, un reparto ben distinto da quello maschile per il pernottamento, mentre unico per le aule scolastiche e le attività ginniche. Capelli corti o legati ed uniforme, al grido “Lo giuro!” La selezione delle ammesse, tra 250 partecipanti. Dal 2004, il gentil sesso ha fatto ingresso nell’Esercito, riuscendo a coniugare la femminilità, con l’arte militare. Oggi non più alcuna dicotomia tra il reparto maschile e quello femminile, anzi la richiesta rosa, lievita. Alla luce anche della precaria occupazione, la donna ha riscoperto il ruolo di soldato con orgoglio. Ormai, inserita in ogni campo del sociale, non vive più l’uniforme come etichettante. Dai Corpi di Polizia Locale, alle Ferrovie dello Stato. In ogni capo, grintosa concorrente. C’è da temere che la grinta, spiazzi i maschietti, da sempre ritenuti detentori di certi ruoli. Ora che anche la Nunziatella ha rotto gli argini senza indugio, da scommetterci che le richieste femminili, dal prossimo anno scolastico, pioveranno ancora maggiormente per l’ammissione. E Napoli strizzerà l’occhio a giovani donne, non in gonnella! Che affrontano la vita, allenandosi a combatterla dall’interno!

Un commento »

  • Miro Sorrentino scrive:

    Non per maschilismo ma per puro e sincero senso pratico: la pesante vita militare meno si addice alle donne, per molteplici ragioni che sarebbe fin’anche banale esporre.
    Perdonatemi questa osservazione.
    Non mi si dica che non esisterebbe attività che possa essere assegnata ad un sesso piuttosto che ad altro: immaginate, voi signori, un uomo che accudisca i bebé al nido d’infanzia? Certo che potrebbe funzionare, ma per quanto tempo? Ciascuno ha capacità proprie.
    Badate che non sto dicendo che sia una questione di intelligenza, ma di propensione.
    Buona giornata.
    Miro

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