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Salerno: chiusura centri riabilitativi per carenza fondi

Inserito da on 16 novembre 2009 – 05:35No Comment

Si avvicina la data di chiusura dei  centri di Riabilitazione della Provincia di Salerno  costretti  a fermarsi alla fine di novembre a causa dell’esaurimento dei volumi contrattualizzati dall’Asl dovuto ovviamente all’esaurimento del budget economico previsto dall’ASL Salerno per la riabilitazione per l’anno 2009. A farrne le spese saranno soprattutto  pazienti disabili che non hanno alcuna alternativa terapeutica  in considerazione del fatto che  le prestazioni riabilitative estensive vengono erogate nella provincia di Salerno  soltanto dai centri accreditati privati. Pertanto saranno costretti ad interrompere le cure ambulatoriali e domiciliari per poi riprenderle all’inizio dell’anno prossimo. Per tutto il mese sarà negata la riabilitazione ai bambini con ritardo mentale, ai bambini affetti da Sindrome di Down , da ritardi dello sviluppo psicomotorio, da ritardi del linguaggio ed altro. Per la fascia degli adulti saranno costretti ad interrompere le cure ambulatoriali e domiciliari coloro che sono stati colpiti da ictus, dal morbo di Parkinson , dal morbo di Alzheimer , dalla Sclerosi multipla ecc. In sintesi saranno costretti a fermarsi coloro che maggiormente hanno bisogno di cure continuative . Da non tralasciare il grave aspetto occupazionale che ne deriva dalla chiusura dei centri. Oltre 3500 addetti ai lavori saranno costretti ad incrociare  le braccia per un mese. L’ASPAT Campania (Associazione maggiormente rappresentativa a livello regionale per la riabilitazione)   ha effettuato una ricognizione su scala regionale del fabbisogno economico occorrente su tutte le Asl per garantire a tutti i cittadini di “fascia debole” le prestazioni di  riabilitazione in tutti i regimi (ambulatoriali-domiciliari-semiconvitto e convitto) fino alla fine di quest’anno.Da tale ricognizione è emerso che mancano 27 milioni di euro complessivamente di cui oltre cinque milioni nella sola ASL Salerno. Il Commissario Straordinario del Governo Prof. Zuccatelli ha messo a disposizione ulteriori dieci milioni che non bastano nemmeno  a garantire le indispensabili prestazioni di convitto e semiconvitto.  ”Ora dalle parole dobbiamo passare ai fatti- dichiara Antonio Gambardella – Coordinatore Regionale Aspat. Attendiamo dal Commissario De Angelis una integrazione dell’insufficiente fondo integrativo  messo a disposizione dal Commissario Governativo Zuccatelli a seguito di una nostra pressante richiesta. Sappiamo benissimo che le casse dell’Asl di Salerno sono assolutamente vuote ma lo sforzo deve essere prodotto ugualmente con la ricerca di soluzioni che scongiurino  un’ inevitabile interruzione del programma riabilitativo da parte di bambini e di persone adulte  che cercano, per tramite della riabilitazione,  di riacquisire al più presto le proprie autonomie quotidiane. In settimana riuniremo i responsabili legali e i Direttori  Tecnici dei nostri centri associati per completare l’iter burocratico di richiesta di dimissioni protette dei pazienti che la stessa ASL ci ha affidato con autorizzazioni che vanno anche oltre la data di fine anno. A dire il vero ho sempre  ricevuto rassicurazioni e  disponibilità dal Commissario Straordinario  Dr. De Angelis  in merito alla messa a disposizione di somme integrative ma al momento nulla di ufficiale e siamo seriamente preoccupati in quanto si avvicina la fatidica ed inevitabile data di  chiusura dei nostri centri ed al momento vige la comunicazione effettuata  dalla stessa ASL che ci costringe a chiudere  a seguito dell’ esaurimento del budget per il 2009 (previsto per fine novembre)  per le prestazioni da erogare ai pazienti che ricordo essere di “fascia debole”. Attendiamo di essere convocati dai vertici dell’Azienda sanitaria salernitana   per la stipula dei necessari contratti integrativi di struttura. Diversamente , non abbiamo alternativa che consegnare ai nostri pazienti il modello che abbiamo appositamente predisposto per le dimissioni protette. A questo punto sarà l’Asl ad essere responsabile dell’interruzione del trattamento”.

 

 

 

 

 

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