A Chioggia, doppi cognomi
Il soprannome, appiccicato a caso in piccoli centri. Ed ereditato da padre in figlio. Subendo giusto qualche ritocco per strada. Considerato demodè per degli aspetti, relegato a ristretti contesti civici, quasi archiviato. Ed invece, rimbalza in tutta la sua efficacia, laddove può servire a dirimere equivoci di sorta. Come a Chioggia, che abbonda di omonimi, spesso ingolfanti la macchina burocratica. Da oggi, grazie al Sottosegretario agl’Interni, Michelino Davico, per i lagunari, un soprannome doc ufficiale. Boscolo o Tiozzo, corrispondenti a circa un terzo degli oltre 50.000 residenti a Chioggia, affiancati da un secondo cognome. Per sedare equivoci. La stessa amministrazione comunale, con il sindaco e vicesindaco, rispettivamente Tiozzo e Boscolo, accompagnano il cognome con ‘pagio’ e ‘todaro’. Un modo per risolvere anche le confusioni per le carte d’identità elettroniche. Già da tempo, il soprannome, tra apici e parentesi, sulle carte d’identità cartacee o sulle patenti. Ora la legalità, con tanto di Decreto Ministeriale, per sanare la situazione anomala che Chioggia da tempo respira, evitando il rifacimento di migliaia di atti pubblici, con enorme dispendio per la spesa pubblica. I cittadini, saranno quindi autorizzati al doppio cognome ed identificati anagraficamente con un nomignolo che, nella cultura popolare, spesso vien fuori da mestieri, nessi, abitudini. Se a volte anche, fiancheggiatore di sorrisini, a Chioggia l’unico mezzo di riconoscimento. Scattata la gara alla ricerca d’ epiteti, che più facilmente abbelliscono, anzichè deteriorare, il cognome proprio. Ed anche su questo, sfida aperta all’inventiva ed al buongusto. Tenendo presente che i soprannomi scaturiscono da caratteristiche individuali o lavorative, ognuno s’appella al meglio di sé, per non essere appellato, Rosso Malpelo!


Ma l’idea di aggiungere al cognome paterno quella della madre poteva anche funzionare. Questo provvedimento puzza di regionalismo e localismo.
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