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Fisciano: all’Ateneo, Filmidea parte con Tinto Brass

Inserito da on 11 novembre 2009 – 00:00No Comment

“L’arte , diceva Picasso, non è mai casta e se lo è non è arte”.Tinto Brass stamane, durante il terzo incontro di Filmidea, ha elettrizzato gli studenti dell’Università di Salerno con frasi come questa.Il regista veneziano ha dato la sua definizione di erotismo, grazie a lui sdoganato al cinema: “i miei film – ha dichiarato – sono l’esaltazione dell’eros, che è gioia e non colpa e dannazione”.Ma le sue opere non sono soltanto quelle più note del filone erotico. “La distinzione dei due periodi della mia carriera la definisco AC, ovvero Ante Chiave e DC, Dopo Chiave”.Il riferimento è ai suoi primi film degli anni ’60 caratterizzati da un’accesa critica sociale e da piglio rivoluzionario, fino a La chiave, film che ha segnato il definitivo passaggio al filone erotico. Il punto di svolta arriva con Ca ira, documentario di montaggio sulle rivoluzioni a carattere politico nel mondo. “ Facendo quel film – ha detto Brass – ho capito che tutte le rivoluzioni si riducevano alla sostituzione di un potere dopo l’altro, allora da contestatore del potere, ne ho preso le distanze salvandone una sola, quella sessuale, che ha permesso di prendere atto che le cose sono diverse da come ci vengono imposte. Solo la rivoluzione sessuale può cambiare anche la situazione sociale, bisogna cambiare se stessi, mettersi di fronte alla sessualità”. Un Brass come sempre accattivante che ha saputo catturare l’attenzione rompendo gli schemi. Come nel suo stile, si è soffermato sul linguaggio, sulla forma, per andare al di là del contenuto. “Ho una vera ossessione per il significante, per il linguaggio, perché è quello che dà emozione. Sono attratto dal linguaggio, cioè dal modo in cui si descrivono il corpo e la sessualità”.Nel corso dell’incontro sono stati proiettati anche dei cortometraggi del maestro dell’eros: Tempo libero, un corto degli esordi a carattere sperimentale, che fu proiettato alla Triennale di Milano in una sala piena di specchi, e Hotel Courbet, appartenente al filone erotico. Brass si è, quindi, soffermato ulteriormente sull’erotismo di cui, ha detto “ho una concezione alta. L’erotismo dà soprattutto emozioni. Le immagini dei miei film dopo la visione diventano patrimonio culturale dello spettatore. E’ una materia nobile, un momento di liberazione e di ricerca della libertà”.Inevitabile è stato anche il riferimento al suo rapporto con le attrici, molte delle quali ha lanciato nell’olimpo cinematografico attraverso i suoi film: “i momenti magici della lavorazione ad un film per me sono due, in primo luogo i provini, in cui testo e tasto, cerco di scoprire quale sia la soglia del pudore delle attrici e quindi cosa mi daranno nel film.  L’altro momento magico è la fase successiva, in cui si innesca un transfert tra attrice e regista. Da quel momento nasce un rapporto particolare in cui bisogna fidarsi l’uno dell’altra”. Alla domanda di uno studente su come reagisce alla scelta di alcune attrici di rinnegarlo dopo aver lavorato con lui, Brass candidamente ha risposto: “non ne faccio un caso grave, capisco. Per entrare in determinati ambienti, infatti, è necessario prendere le distanze da me”.Infine, non poteva non esserci un riferimento all’attualità. Cosa pensa Brass della transessualità? Il regista risponde: “Non ci vedo nulla di male, l’importante è non nascondere la propria natura vivendola con un senso di colpa. Tra l’altro non credo che la transessualità sia inconciliabile con la politica”.

 

 

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