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Parco Nazionale del Cilento: conservazione del gabbiano corso

3 Novembre 2009 – 02:50Nessun commento

Il Gabbiano corso è una specie endemica dell’area del Mediterraneo, dove fa osservare una distribuzione estremamente concentrata in pochi siti nella parte occidentale dell’areale. In particolare, le colonie spagnole ospitano il 75% della popolazione nidificante mondiale, con oltre il 50% delle coppie ospitate dalle colonie del Delta dell’Ebro. A questo aspetto demografico è associato gran parte del rischio di conservazione della specie. L’Italia in assoluto è il secondo paese in ordine d’importanza per la nidificazione della specie, con circa 800 coppie, pari al 5% della popolazione mondiale stimata. Tuttavia, anche in Italia la distribuzione dei siti riproduttivi è estremamente localizzata tra la Sardegna e le isole dell’Arcipelago Toscano. Al di fuori di quest’area altre colonie sono presenti in Puglia, Lazio e Campania. La specie è inserita nella Lista Rossa delle specie minacciate di estinzione dell’IUCN, e in Italia è protetta ai sensi della legge n. 157/92 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”. Nel 2001 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in collaborazione con l’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica (attuale ISPRA), ha redatto il “Piano d’azione nazionale per il Gabbiano corso (Larus audouinii)”, per una corretta strategia di conservazione della specie.L’obiettivo principale della giornata di studio è quello di riunire tutte le istituzioni e gli studiosi italiani che si occupano della gestione e della conservazione del Gabbiano corso, per mettere a confronto le diverse esperienze e trarne indicazioni utili per gli Enti gestori delle Aree Naturali Protette di rilievo per la specie, a cui spetta il compito di attuare le misure di tutela. L’iniziativa è la prima occasione di confronto su questa specie a livello nazionale e raccoglierà tutte le conoscenze e le esperienze di gestione scaturite nei primi otto anni di validità del Piano d’Azione. Il programma prevede nella mattinata gli interventi tecnici dei relatori, come contributi delle diverse realtà locali, e nel pomeriggio una tavolo rotonda che verterà sulla gestione dei siti di interesse conservazionistico per il Gabbiano corso.

 

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