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Biotecnologia: Una scienza che studia un insieme di scienze

Inserito da on 13 maggio 2009 – 08:35Un commento

 E’ una tecnologia che ha svolto un ruolo centrale nel percorso millenario della società umana da quando 10 mila anni fa l’uomo iniziò ad utilizzare i processi biologici per addomesticare gli animali e coltivare piante, facendo così fronte all’elementare bisogno di cibo e vestiario. Successivamente imparò ad utilizzare processi microbiologici sfruttando le cosiddette “biotecnologie tradizionali”, per produrre alimenti come pane e formaggi ma anche per conservare prodotti deperibili come quelli lattiero caseari.La domanda sorge spontanea: Ma se la Biotecnologia ha origini che risalgono nella notte dei tempi, come mai improvvisamente suscita così tanto interesse?La risposta sta nel fatto che negli ultimi 40 anni nella pratica delle biotecnologie siamo passati da un livello macroscopico ad un livello microscopico,aprendo così la strada alle “biotecnologie avanzate”.Una definizione più appropriata dell’attuale significato della parola “biotecnologia” potrebbe essere: “Uso di processi cellulari e biomolecolari atti a risolvere problemi o creare prodotti utili”.Si tratta quindi di un insieme di tecnologie atte a trarre profitto dalle proprietà della cellula,come ad esempio la loro capacità produttiva, facendo lavorare per noi molecole biologiche come Dna e Proteine. Il Dna è sicuramente il pilastro delle biotecnologie, poiché  virtualmente tutte le cellule parlano lo stesso linguaggio genetico e il Dna di una cellula può essere letto e funzionare in un’altra cellula, anche in tipi cellulari differenti sia intra che interspecie. Ad esempio, gli scienziati possono utilizzare una cellula di lievito per produrre insulina umana inserendo il gene dell’insulina umana nel lievito.Inoltre poiché il Dna ed i processi cellulari correlati sono così specifici, i prodotti biotecnologici possono spesso risolvere i problemi legati alla medicina riducendo la percentuale di effetti indesiderati rispetto ad altri approcci. Infatti gli aggettivi migliori per descrivere i processi della biotecnologia contemporanea sono: “specifici, precisi, prevedibili”.I potenti mezzi di ricerca delle biotecnologie hanno incentivato un processo veloce per scoperte scientifiche di base, hanno reso i ricercatori in grado di superare le barriere genetiche e cellulari in modo così dettagliato che stiamo iniziando a comprendere il livello più basilare dei sistemi biologici: il livello molecolare.Gli organismi biologici non operando come frammenti molecolari  singoli necessitano di una strada che permetta di riorganizzare tutti gli elementi  in sistemi di e reti che interagiscano tra loro. L’esigenza di assemblare scoperte separate in un unico quadro ha portato alla nascita di molte discipline cosiddette “omiche” : genomica, proteomica, metobolomica, immunomica, trascrittomica.Le biotecnologie sono strumenti indispensabili per integrare l’informazione  in interi sistemi piuttosto che focalizzarsi su componenti individuali isolate le une dalle altre.Si aprono così nuove strade di ricerca per scoprire come funzionano gli organismi sani. Conoscere le basi molecolari della salute e della malattia porta a migliorare metodi per diagnosticare, trattare e prevenire le malattie. Nelle applicazioni in ambito sanitario, i prodotti biotecnologici includono test diagnostici più veloci e accurati, terapie con meno effetti collaterali e vaccini nuovi, mirati e quindi più sicuri. Naturalmente ogni nazione rispetto alla sua cultura, legalità ed etica ha una risposta più o meno positiva nei confronti delle biotecnologie.    Le biotecnologie possiedono infatti  una radicalità ed una pervasività che le distingue da ogni altra tecnologia tradizionale e che giunge ad investire contemporaneamente la salute umana, i rapporti politici ed economici internazionali, le abitudini sociali e la vita quotidiana di miliardi di persone. Esse, inoltre, chiamano in causa valori umani fondamentali e giungono a prospettare una nuova concezione della medicina e del curare che mira al potenziamento delle risorse del corpo umano oltre che alla lotta contro le malattie. Tali fattori hanno reso le biotecnologie un ambito di ricerca autonomo che rivendica per sé una regolamentazione specifica.Le biotecnologie costituiscono, quindi, un tema della massima importanza sotto il profilo bioetico. Ad esse il Comitato si è interessato sin dai primi anni dalla sua costituzione, come testimonia il primo dei pareri prodotti, dedicato alla Terapia genica (15 febbraio 1991), cui ha fatto seguito poco dopo il parere sulla Sicurezza della biotecnologie (28 maggio 1991), incentrato sulla questione della diffusione degli organismi geneticamente modificati. Consapevole dell’oggettiva rilevanza delle questioni connesse alla conoscenza e alla modificazione del genoma umano, e più in generale degli esseri viventi, il CNB ha poi elaborato diversi pareri sulla genetica, quali il Rapporto sulla brevettabilità degli organismi viventi (19 novembre 1993), il parere sul Progetto Genoma Umano (18 marzo 1994), sulla Clonazione (17 ottobre 1997), e, più recentemente, il Parere sulla proposta di moratoria dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa per la sperimentazione umana di xenotrapianti (19 novembre 1999), la breve Dichiarazione sulla possibilità di brevettare cellule umane di origine embrionaria (25 febbraio 2000), e il Parere sull’impiego terapeutico di cellule staminali (27 ottobre 2001). Ben presto tuttavia, il Comitato ha avvertito l’esigenza di approfondire le implicazioni etiche relative all’uso delle biotecnologie in modo unitario e il più possibile coerente. Ha quindi deciso di riaprire la discussione sul tema delle biotecnologie per un aggiornamento dei precedenti pareri.In Italia le biotecnologie hanno sicuramente un percorso più lento di sviluppo rispetto agli altri paesi industrializzati, questo sia per questioni etiche che per la mancanza di fondi dedicati alla ricerca scientifica.L’università degli studi di Napoli Federico Secondo è la prima in Italia ad aver attivato la Facoltà di Scienze Biotecnologiche e ad oggi forma ogni anno più del  50% dei biotecnologi italiani. Infatti  è sito nei pressi di tale Facoltà il “Ceinge” uno dei principali centri di biotecnologie avanzate Italiani, che ha contribuito al netto miglioramento della ricerca in questo ambito e soprattutto nella diagnosi di importanti malattie di base molecolare.Nel mese di Maggio 2009  si è costituita la prima associazione studentesca italiana di Biotecnologie, A.R.S. Biotech che nel giro di pochi giorni ha raccolto centinaia di consensi e adesioni diventando oggetto di informazione e attenzione a livello campano. E’ importante infatti l’informazione nel campo delle biotecnologie perché ad oggi il cittadino medio non ha idea di cosa trattino e del contributo che queste possono portare all’umanità.

Giorgio Casaburi, Presidente dell’ A.R.S. Biotech: Associazione Ricercatori e
Studenti Biotech

 

 

 

Un commento »

  • daniela scrive:

    Sono molto contenta di essermi iscritta a questo gruppo e mi complimento con Giorgio mio collega di studio per questo articolo.Complimenti vivissimi sperando che siano i primi passi verso una coscienza nonchè un’accurata conoscenza globale dell importanza delle biotecnologie.
    Saluti Daniela

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