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Scafati:”Scuola pubblica di qualità” col Ministro Fioroni

Inserito da on 9 maggio 2009 – 18:293 Comments

Ha avuto luogo ieri sera, all’interno della scuola media “T.Anardi” di Scafati,  e promosso dal locale Pd, alla presenza dell’ex Ministro Giuseppe Fioroni,  il convegno dal titolo: “Una Scuola pubblica di qualità”.In occasione della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio provinciale di Salerno, durante il convegno c’è stata “La consegna delle proposte del Partito Democratico di Salerno sulle politiche educative e della scuola” ad Angelo Villani (presidente della provincia uscente, candidato) e Gianni Iuliano (candidato al Parlamento Europeo).Nel suo intervento, l’ex Ministro, attuale responsabile nazionale del Dipartimento Educazione del Partito, ha dichiarato che: “….Ci troviamo in un periodo di straordinaria crisi, anche se il governo tende a dire o che la crisi non c’è o che è superata. Ma nel mezzo di queste discussioni c’è l’Italia normale, e nel mezzo ancora c’è il percorso che porta alla formazione dei giovani. In questo percorso bisogna notare come viene aiutata la cellula primaria della società che è la famiglia. E cioè male attraverso un welfare che è fondamentalmente di destra e retrogrado. Le famiglie italiana spesso si trovano in un bivio. O progredire verso l’alto, e troppo spesso non ce la fanno. Oppure non potendo opporsi a un livello economico medio che tende a scendere verso il basso. La famiglia si impoverisce e l’investimento per la formazione è minore e diminuiscono e si contraggono così i diritti sanciti della costituzione sul tema dell’istruzione. La strategia economica attuata al centrodestra nelle istituzioni, è una strategia che segue criteri economici. Si vuol far passare una scuola in cui ci sono sprechi, in cui gli insegnanti sono troppi, lavorano poco e non c’è formazione.E’ pericoloso e indicativo il silenzio con cui la stampa ha trattato il taglio di 225mila posti nella scuola, mentre si sono occupati di Alitalia e altri temi con maggiore impulso.I modi per tagliare sono due: o sui dipendenti, o sugli stipendi o sulle scuole piccole (chiusure e accorpamenti), tutte cose che rappresentano baluardi del sapere. Non deve essere la riforma della scuola solo una manovra di cassa, perchè la scuola è una cosa diversa da una impresa o struttura economica.La stranezza in tutto ciò è il consenso per il ministro Mariastella Gelmini. Fuori dalla scuola è il ministro con il più alto consenso, nella scuola tra studenti e operatori ha il più basso. Perchè? fuori ci sono i genitori e i cittadini lontani dell’ambiente, dentro ci sono gli educatori. Il che significa che bisogna far capire ai genitori e cittadini quali sono i mali della scuola. I cittadini si stanno convincendo davvero che i tagli e le accuse agli insegnanti siano giusti. Quel che invece si deve evitare è che l’insana abitudine ai progetti che porta a vedere la scuola come un progettificio. Bisogna fare in modo che il progetto non sia l’elemento fondamentale di formazione a discapito delle materie principali è inutile. Allo stesso modo aggiornamenti e corsi per i docenti devono essere fatti all’università, non all’interno delle scuole. In modo da avere incontri con la vita universitaria che sia anche una verifica per gli insegnanti, per capire se il loro livello d preparazione sia ancora all’altezza.

3 Comments »

  • Salvatore Ganci scrive:

    “Quel che invece si deve evitare è che l’insana abitudine ai progetti che porta a vedere la scuola come un progettificio” … Confesso che dal basso della mia esperienza di docente proprio non la capisco…. Che poi i corsi “debbano essere fatti all’università e non all’interno delle scuole” è un imperativo categorico che mi dà l’impressione di una certa “astrattezza” dell’Autore. L’Autore è in grado di citarmi un paio di nomi di possibili aggiornatori universitari per la Fisica? Potremmo risentirci volentieri a proposito, magari potrei significarle i loro fondamentali contributi apportati su Riviste internazionali negli ultimi anni (se ci sono …). Credo che la Fisica “classica” delle aree classiche della fenomenologia i Docenti la sappiano abbastanza bene. Semmai si tratta di considerare se il paradigma “so, quindi so insegnare” è sufficiente per comunicare con “efficacia didattica” i contenuti. Ben vengano gli aggiornatori che della scuola hanno una idea più concreta di quella che leggo nel suo articolo.
    Con i migliori saluti
    Salvatore Ganci

  • Carla Aramo scrive:

    Io ero presente all’ottimo convegno promosso dal PD Scafati (www.pdscafati.it) ed organizzato da Mariarosaria Vitiello e l’intervento di Fioroni è stato molto pertinente, anche se per ragioni di tempo, erano ormai le 22, non esauriente. Fioroni ha dimostrato di essere molto preparato sull’argomento. Si dirà ovviamente dato che è stato Ministro, ma non sempre questo paradigma è confermato!
    Per rispondere al sig. Salvatore Ganci, credo che prima di parlare dovrebbe documentarsi. In italia ci sono università dove la didattica è ancora oggetto di ricerca e ricerca d’eccellenza. Per esempio all’università di Udine, raggiungibile al link http://www.fisica.uniud.it/URDF/, si fa ottima didattica della fisica per la scuola di base, con documentate pubblicazioni su riviste sia nazionali che internazionali. E comunque in molte università italiane ci sono gruppi di ricerca nella didattica della fisica, non ultima la Federico II di Napoli, la cui realtà la sottoscritta conosce bene.
    Conoscere le nozioni di fisica non sempre fa del docente un buon didatta, ed è per questo che corsi di aggiornamento sui più moderni “metodi didattici” oggetto di ricerca dei gruppi universitari, non possono che portare benefici al modo di insegnare la fisica nelle nostre scuole. Siamo sempre ultimi nelle classifiche Ocse Pisa, un motivo ci sarà! Ma questo discorso porta lontano e non si può esaurire in una risposta.
    Sono ovviamente disponibile per un confronto più dettagliato.
    Cordiali saluti
    Carla Aramo

  • Gentile Signora,
    contrariamente a lei io non c’ero (e per Fioroni non mi sarei neppure scomodato per diverse ragioni).Riguardo all’ipotizzato “difetto d’informazione” sui gruppi di “Didattica della Fisica” temo di deluderla avendo fatto anche parte per oltre un decennio del gruppo genovese (che vuole? motivi di opportunità) fino a metà degli anni ’80, ma lavorando in autonomia assoluta. Forse lei era ancora al Liceo, ma a Genova sorse un gruppo meno “astratto” di quelli presenti e pubblicò non poco su Riviste primarie. (M. De Paz, D. Pescetti, C. Pontiggia e lo scrivente). Conosco pertanto tutti i gruppi di ricerca e purtroppo l’Italia ne abbonda straordinariamente dal nord alle isole. Lei mi cita Udine come “eccellenza” gruppo sorto su una strana cattedra alla Facoltà di Agraria un po’ di anni fa… Conosco molto bene la “studiosa” in oggetto (per incontri a vari Congressi)e conosco il lavoro dei vari “gruppi” (seguo puntualmente la Letteratura). Peccato che se inserisce “Udine” nel database di Am. J. Phys. la risposta è “1 match found” ma non afferente al “Gruppo”. Allora se su una Rivista di indubbio livello trovo articoli di semplici “cultori” di Scienze Fisiche (non finanziati) e non trovo “il Gruppo di Udine”, ne concludo che la rilevanza di quanto prodotto sia discutibile. Lo stesso discorso vale se introduco “Napoli” (7 match found ma non trovo tra gli Autori “l’anima della Didattica” partenopea…
    Considerata la sua disponibilità ad un confronto più dettagliato, le lascio ampia replica e critica (possibilmente basata su “fatti”)al prossimo articolo “Alcuni punti di vista sulla ricerca in Didattica della Fisica” se il Direttore sarà disponibile a metterlo in Rete. La ringrazio perciò per lo stimolo da lei datomi a segnalare tale articolo rimasto nel cassetto…
    In sintesi, ben vengano tagli di bilancio a questo settore che è improduttivo e soprattutto ignora (e lei me ne dà conferma) la Scuola reale contrapposta a quella virtuale oggetto dei “gruppi di Didattica”. Strano a dirsi: nelle sue considerazioni dimentica proprio Salerno? Ma lo sa che proprio a Salerno c’è viceversa qualcuno che pur non dichiarandosi “Didattico” ha prodotto (senza finanziamenti ad hoc) qualcosa di onesto e pregevole? Spero di essere io, ora, in credito presso di lei per una completa informazione nel settore.
    Voglia gradire i miei migliori saluti
    Salvatore Ganci

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