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Bruxelles,Italia:libro di Gargani,prefazione del presidente Berlusconi

Inserito da on 3 maggio 2009 – 09:46No Comment

 

Peppino Gargani, a cui mi lega un rapporto di cordialità e conoscenza che risale a prima del mio ingresso in politica, è uno di quei rari politici di lungo corso che sono riusciti a trovare una sintonia con il nuovo che Forza Italia ha rappresentato sulla scena politica italiana ed europea.Il suo è il perfetto identikit di quei cattolici popolari, amanti della libertà, che alla fine della prima Repubblica soffrivano la soffocante egemonia comunista, finalizzata a mantenere in Italia uno Stato burocratico e dominante, attraverso il quale esercitare il proprio potere. Un disegno impedito proprio dalla nascita di Forza Italia e dai milioni di italiani che hanno creduto al nostro messaggio di libertà. Eppure Peppino non mi raggiunse subito in Forza Italia; era tra coloro che avrei con piacere inserito nella prima formazione del 1994 scesa in campo per evitare all’Italia un destino confuso e illiberale. Aveva bisogno di maturare dentro di sè la certezza che le battaglie che lo appassionano e che da anni combatte con lo stesso entusiasmo potevano trovare ospitalità e terreno fertile nel nostro schieramento, per continuare a portarle avanti con coerenza.Peppino è stato tra i primi a capire che il percorso del Partito Popolare Italiano e l’alleanza dell’Ulivo avrebbe cancellato l’identità moderata, popolare e democristiana, subordinandola fino ad annullarla sotto l’egemonia della sinistra comunista. Aveva anticipato eventi che ora sono scontati, ma che all’epoca i protagonisti del PPI negavano vigorosamente.Finalmente nei primi mesi del 1999 si decise ad unirsi a noi. Da quel momento non ha avuto più riserve sul fatto che Forza Italia rappresentasse la vera novità democratica, cattolica e liberale del panorama politico italiano, e che recuperasse anche la miglior tradizione della democrazia cristiana e del popolarismo. Questa sua esperienza ci ha dato un contributo importante. La fine degli anni Novanta è stato infatti il momento in cui Forza Italia è entrata a pieno titolo nel consesso dei partiti moderati europei, con la CDU di Helmut Kohl ed il Partito Popolare spagnolo di Aznar; il momento in cui anche personaggi del calibro di Wilfried Martens e Hans Gert Pottering hanno colto il valore del percorso intrapreso dai moderati italiani. Il 9 marzo 1999, in occasione dell’incontro che ebbi a Bonn con il cancelliere tedesco Helmut Kohl e che fu decisivo per l’ingresso di Forza Italia nel PPE, Gargani, da conoscitore della realtà democratico cristiana europea, mi supportò pienamente. Da allora il suo impegno e la sua attività nel Parlamento Europeo sono stati preziosi, e lo saranno ancora per rappresentare il Popolo della Libertà in seno al PPE, che è la grande famiglia politica nella quale ci riconosciamo, che favorisce l’incontro tra umanesimo cattolico ed umanesimo laico, ed esprime i valori universali di libertà e responsabilità, solidarietà e libero mercato.Gargani dunque non ha tradito la sua storia; l’ha arricchita interpretandola nel nuovo contesto politico. Lui è un “politico” particolare, di quelli che sono orgoglioso di annoverare tra i miei più vicini collaboratori, anche per un altro motivo: le sue competenze in materia di politica della giustizia ed il suo convinto garantismo sono infatti preziosi e avrebbero potuto – se solo lo avessero ascoltato i suoi colleghi alla fine della prima repubblica – dare tutt’altre prospettive alla storia d’Italia. E’ stato l’unico ad aver capito che la magistratura in Italia svolgeva un ruolo politico anomalo, che avrebbe inciso profondamente nell’equilibrio dei poteri e nell’assetto democratico del Paese. Il Popolo della Libertà, ed in particolare la nostra classe parlamentare europea ha bisogno dell’apporto di persone esperte e preparate. Peppino, sia in Italia che a Bruxelles ha dato prova di grande professionalità, seguendo dossier importanti e mettendo a disposizione di Forza Italia e delle istituzioni la sua esperienza di giurista. Sono lieto di presentare questa sintesi della sua attività in Italia ed a Bruxelles, accompagnata da un’acuta analisi politica. Spero di vederlo riconfermato tra gli eletti del Popolo della Libertà al Parlamento europeo nuovamente impegnato a Bruxelles nelle materie che lo appassionano e sulle quali continuerà a darci il suo prezioso contributo.

Silvio Berlusconi

 

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