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A.N.: Corona-Falvella, quando la coerenza non paga

Inserito da on 15 marzo 2009 – 13:462 Comments

ALBI

Erano lì. Quasi immobili. Per tutta la durata della convention di presentazione dei candidati del Popolo della Libertà hanno assistito impassibili, senza neppure un movimento somatico, agli interventi dei ledaer’s del partito ed alla chiamata, uno per uno, dei trentasei candidati del PdL distribuiti nei rispettivi collegi elettorali. Pippo Falvella infilato dentro il suo immancabile giubbotto di pelle da incallito motociclista e Peppe Corona fasciato da un soprabito scuro; insomma come è nello stile dei due noti personaggi della “destra salernitana”. Ho attentamente osservato i loro occhi nel momento in cui veniva chiamata a gran voce alla ribalta la star del momento Martina Castellana, medico transgender: niente, manco una battuta di palpebre. Non si sono scomposti nemmeno quando in sala è serpeggiata la notizia che la trans salernitana era stata contattata telefonicamente addirittura dal premier spagnolo Zapatero e che presto alcune troupe della CNN e sudamericane saranno a Salerno per intervistarla. Corona e Falvella, simboli e sicuri esponenti della vera cultura di destra,  abbandonati al loro destino da Cirielli e Carfagna che hanno preferito investire sulle potenzialità “soltanto mediatiche” della neppure tanto guardabile (dal punto di vista estetico) dottoressa della ASL/2. Un terremoto di devastante potenza, che oscura addirittura la storica svolta di Fiuggi del 1994, quello abbattutosi sulla destra in questi giorni. Come dire che la destra ricorre agli artifici propri della sinistra estrema per colpire ed influenzare l’immaginario collettivo della gente. Non mi è stato possibile sapere cosa è passato nella mente di Corona e Falvella che hanno, comunque, chiacchierato a lungo e da soli nell’ampio salone del Grand Hotel Salerno; nemmeno il labbiale era di facile comprensione. Non hanno avuto niente dal partito, tranne pochi e irrisori contentini; probabilmente non hanno chiesto niente, tanta è la loro riconosciuta dignità. Sono uomini con i quali bisogna confrontarsi senza compromessi e il centro destra farebbe ancora in tampo a recuperarli alle necessità di un PdL che non riesce ad andare oltre gli slogan. Uno spettatore di peso (evitiamo le generalità per ovvi motivi) uscendo mi ha confidato che dopo l’intervento della Carfagna stava andando via senza aver capito quasi nulla del progetto politico per la guida della Provincia. E’ vero che bisogna dimenticare i ragionamenti sottili di Ciriaco De Mita, l’oratoria trascinante di Vincenzo De Luca, la capacità di ragionamento quasi liturgico di Alfonso Andria o la ferrea linea di pensiero di Carmelo Conte, ma è altrettanto vero che il centro destra oltre agli annunci di “buon governo” dovrebbe pur far capire i contenuti del proprio progetto politico. A tanto sarebbero utilissimi sia Peppe Corona che Pippo Falvella, ma si sa: la coerenza non paga mai, o quasi.

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