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Traffico d’organi in Italia? Nessuna meraviglia!

Inserito da on 1 febbraio 2009 – 08:50No Comment

di Rita Occidente Lupo

Un tempo, lo spauracchio dell’infanzia, l’orco mangia-bambini.  Anima  delle conversazioni, per una falsa pedagogia d’intrattenimento. Sull’arbitrio di sottrazioni indebite del minore a sicurezze ed affetti. Oggi, la scoperta dell’uovo di Colombo. Il Ministro Maroni pontifica l’ acclarato trafffco d’organi nel nostro Stivale. Solo ora! Giacchè la clandestinità ha allungato le file immigratorie e sempre più minori vengono ingoiati nel silenzio delle scomparse. Inaspettate. Tranciati da un’omertà fioretto di chi, da gnorri, non vede, non conosce, non sa. Se da Lampedusa, una consistente mole di minori “persa” nelle spire di un baratto vitale, altamente prezzolato, le migliaia di vite spezzate tra il caffè brasiliano e le bombe di Kabul pesano da sempre. Come quelle in strada di tanti zingarelli, accattoni senza aver mai scelto d’esserlo. Rom. Diversa sorte per quanti, vivendo l’inedia dei giorni più bui, addirittura vendono, per vivere, il proprio corpo. Non in ossequio all’ars meretricia, antica quanto il mondo, ma alla nuova era trapianti. Addirittura un listino coi fiocchi per donazioni di rene, fegato, cornee. La cultura della donazione, il tardo convincimento nel nostro Paese, malgrado la mitragliante campagna Aido, non soddisfano le richieste del mercato. In termini sanitari. L’elenco di coloro che sperano che dialisi o spessi occhiali, s’ isteriliscano prima o poi in pallido ricordo. Biblici i tempi per i trapianti. Il commercio prima dei minori, poi degli organi. Che ha bersagliato e continua a minare specialmente i Paesi meno industrializzati del globo terrestre. Quelli, cioè, in cui l’imperialismo statunitense, la globalizzazione del nuovo millennio, non apportano benefici. Perchè inesistenti. Quelli in cui l’ Unione Europea, col suo mercato unico e l’ euro di riferimento, non dicono niente. Un prezzo tutto da improvvisare quello degli organi. Come per il rispetto del donatore. Infatti, mentre quando si ha la consapevolezza dell’autore espiantato, psicologicamente per i familiari, la valenza di un frammento di vita del proprio caro, che continua a vivere attraverso un corpo “graziato”, per i minori uccisi e cestinati, lasciati per strada e sfigurati, solo il silenzio. Da parte di coloro che credono che la vita sia un diritto per tutti. Al di là della qualità. I bimbi afgani, come tanti desaparecidos,  con tanto da raccontare!

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