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Gli amici di Eleonora: giustizia per Eluana

Inserito da on 27 dicembre 2008 – 15:30No Comment

Riceviamo e pubblichiamo

Caserta, 27 dicembre 2008. “Eluana Englaro e la sua famiglia non meritano tutto quello che stanno subendo e ci uniamo all’invito al silenzio di papà Beppino, chiedendo il rispetto delle sentenze emanate in armonia con le leggi vigenti nonché l’accettazione del naturale decorso verso la morte di una persone che ormai da troppi anni vive uno stato di vita apparente e artificiale”. Questo il grido di dolore de Gli Amici di Eleonora a seguito delle dichiarazioni pubblicate su l’Avvenire del Dr. Giuliano Dolce, neurologo e Direttore Scientifico di una struttura d’eccellenza quale l’Istituto S. Anna di Crotone. “Pur nel rispetto per le competenze e per l’età, e senza alcuna intenzione polemica nei confronti del Dr Dolce, riteniamo l’intervista un ennesimo tentativo di creare confusione intorno ad un tema delicato a cui, viceversa, occorre avvicinarsi sempre con grande rispetto ed equilibrio. Qualsiasi altro modo di trattare i confini della vita e della morte, come nel drammatico caso Englaro, appare strumentale allo scopo di tenere aperto un caso che anche giudiziariamente è chiuso da tempo”. Il riferimento della Onlus è anche alle successive dichiarazioni del Prof. Gigli, Presidente della Commissione Ministeriale di Esperti sugli Stati Vegetativi, “per cercare di dare un appiglio scientifico ai propugnatori di un’improbabile ed ingiusta rivisitazione della sentenza della Cassazione su Eluana”. “Il Dr. Dolce afferma che, al momento della sua visita nel gennaio 2008, Eluana deglutiva. Ci si chiede perché ciò è reso noto solamente oggi, dopo 11 mesi e dopo due sentenze. Forse per ingenerare qualche dubbio con parvenza scientifica? Altra questione che lascia perplessi sono i continui riferimenti alla ‘buona pratica medica’ a cui si appella il Dr. Dolce. Per oltre sei mesi abbiamo avuto una figlia in coma, assistiamo e incontriamo famiglie di pazienti in coma, ma anche un neofita comprende che alimentare naturalmente una persona in quello stato comporterebbe immediate conseguenze negative, come del resto bene hanno spiegato specialisti come i Prof.ri Zampolini e Defanti. Inoltre citare particolari tanto personali quali il riferimento al ritorno del ciclo mestruale va ben oltre il mancato rispetto della legge sulla privacy: significa superare il limite della decenza. Poiché non può difendersi da tanta violenza verbale, noi sentiamo il dovere di tutelare la dignità di Eluana. Infine suona come una minaccia esercitata impropriamente l’ipotesi di denunciare i colleghi medici che avrebbero la sola colpa di dare esecuzione ad una sentenza di Tribunali dello Stato: è inaudito sollecitare l’accanimento terapeutico e richiedere il non rispetto di una sentenza confermata in molti gradi di giudizio”. Gli Amici di Eleonora Onlus aderisce a La Rete, una delle tre Associazioni nazionali che partecipano al Forum sugli stati vegetativi, meritoriamente istituito dal Sottosegretario On. Rocella e che sta svolgendo un ottimo lavoro sotto la attenta ed illuminata presidenza del Dr. Fulvio De Nigris, fondatore della Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna. “Occorre perseguire l’obiettivo del Libro Bianco sugli stati di coma, così come richiesto unitariamente da tutte le Associazioni dei familiari, ed evitare di far irrompere i temi etici nel dibattito perchè significherebbe scegliere una strada di rottura. Per questa ragione ci siamo dissociati dal ricorso alla Corte di Bruxelles, ritenendola inopportuna e atto privo dei necessari fondamenti giuridici. I fatti ci hanno dato ragione e oggi leggiamo, senza essere stati informati, di nuove istanze addirittura formulate al Presidente della Repubblica. Anche questo è un atto inutile, inopportuno ed esclusivamente tendente ad inseguire posizioni di retroguardia, sicuramente dannose per gli obiettivi che da molto tempo le associazioni di familiari perseguono: ottenere migliori livelli di assistenza (anche domiciliare), un’adeguata ricerca scientifica nel settore del coma, e l’istituzione del reato di accanimento terapeutico, che limiterebbe di molto la potestà discrezionale del medico con pratiche inutili ed invasive”.“La delicatezza del momento è evidente a tutti e il perseguimento di soluzioni equilibrate richiede cautela e buon senso. Viceversa inutili e pericolose polemiche alimentano il vento delle provocazioni, alle quali non si potrà che rispondere chiedendo formalmente al Ministro Sacconi tre interventi: ritiro dell’atto di indirizzo alle Regioni, perché manifestamente infondato; accelerazione dell’iter parlamentare per l’approvazione della legge sulle dichiarazioni anticipate di volontà e contro l’accanimento terapeutico, nel rispetto letterale dell’art 32, comma 2, della Costituzione Italiana; immediata sostituzione del Dr. Dolce dall’incarico di consulente del Ministero quale membro della Commissione sugli Stati vegetativi istituita dal Sottosegretario, On. Roccella essendo caduti i presupposti della indipendenza e terzietà indispensabili per il rappresentante di una commissione ministeriale di così alto valore etico e scientifico. Speriamo ancora una volta che prevalga il senso dello Stato, come sempre è avvenuto nella storia della Repubblica, e osserviamo che queste polemiche si sono scatenate per la perdurante e colpevole mancanza di una legge sul testamento etico che nessuna maggioranza che ha governato il Paese negli ultimi 10 anni ha saputo e voluto approvare, con o senza l’ampia convergenza dei rappresentanti del popolo, come sarebbe opportuno per un tema eticamente così sensibile.

 

 

 

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