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Salerno: giustizia- tregua nella guerra tra Procure

Inserito da on 9 dicembre 2008 – 22:05No Comment

Aldo Bianchini

A questo punto della guerra tra Procure, molto verosimilmente, qualcuno vuole prenderci in giro. Non si capisce chi, ma la sensazione è netta e senza appello. La stretta di mano tra i due procuratori di Salerno e Catanzaro avrebbe scongiurato la crisi totale e l’impasse delle istituzioni impossibilitate a muoversi per non urtare la ormai indifendibile “autonomia e independenza” della magistratura. Qualcuno, ripeto, vuole prenderci in giro e su questo punto sembrerebbero tutti d’accordo: Presidente della Repubblica, Presidenti dei due rami del parlamento, Consiglio Superiore e Suprema Corte di Cassazione. Pensate un pò, sarebbe bastata una semplice stretta di mano per cancellare mesi e mesi di veleni tra le due procure e i singoli magistrati; e la stretta di mano sarebbe arrivata nel momento in cui (giusta mediazione del Procuratore Generale della Cassazione e del Procuratore Generale della Corte di Appello di Salerno) un pò tutti sorprendentemente si sarebbero accorti che dagli atti posti sotto sequestro da Salerno emergerebbe chiaramente che i pm di Catanzaro si accingevano a chiedere alcuni arresti e a notificare una sessantina di avvisi di garanzia per l’inchiesta Why Not lasciata da Luigi De Magistris prima del suo trasferimento a Napoli; quindi nessuno avrebbe tentato di occultare niente. Questo fatto avrebbe rasserenato gli animi bollenti anche perchè Catanzaro avrebbe consentito il trasferimento degli atti e Salerno si sarebbe impegnata a restituirli. La notizia è stata subito eclatata anche dai grandi network del Paese nella serata di oggi (9.12.2008) attraverso i tg più blasonati. Nessuno, però, si è preoccupato di rileggere le numerose dichiarazioni rese da tutti i protagonisti di questi giorni e soprattutto di rivedere la stessa denuncia che De Magistris depositò a Salerno contro i colleghi di Catanzaro. Se lo avessero fatto si sarebbero accorti che il pm De Magistris, nella sua denuncia, precisava di essere stato fermato dai colleghi catanzaresi (e forse da forze occulte molto potenti) proprio mentre si accingeva a chiuedere l’arresto di alcune persone ed a notificare una sessantina di avvisi di garanzia per la sua Why Not. Delle due l’una: o mentono i giudici di Catanzaro o mente De Magistris; gli uni o l’altro potrebbero adesso rischiare gravi capi d’imputazione, dal falso in atto pubblico alla turbativa di indagini giudiziarie. Questo in un sistema sano e corretto, ma quì c’è il rischio che mentono tutti; e quindi come sempre la vicenda si perderà nel silenzio del tempo o, meglio ancora, tra tarallucci e vini pregiati. Anche se tutti, proprio tutti, oggi parlano di rapida e condivisa riforma della giustizia.

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