Home » • Valle dell'Irno

Mercato SanSeverino: i frati in aiuto degli ultimi

Inserito da on 6 dicembre 2008 – 12:31No Comment

Annamaria Noia

Sabato 20 dicembre si terrà, come di consueto da qualche tempo a questa parte, la raccolta di generi alimentari per le esigenze e i bisogni della Caritas parrocchiale sita in Mercato S. Severino presso l’antica e fatiscente struttura del convento dei frati francescani; esso convento è tuttora ben diretto, con entusiasmo e tante iniziative propositive, dal parroco padre Giuseppe Castronuovo e dall’immarcescibile, simpatico guardiano padre Tommaso Losenno. Il tutto, davanti a molti supermercati e/o negozi di alimentari al capoluogo e anche nella frazione S. Vincenzo, ove insistono il Conad e il Dimeglio. Dalla mattina i validi operatori dell’associazione laicoreligiosa si alterneranno, con tutto il loro giovanile entusiasmo, per ricevere dalle mani delle persone più sensibili – cioè nel corso degli anni in cui è presente sul territorio tale iniziativa praticamente tutti gli avventori – pacchi di pasta, farina, caffè, riso, latte, prodotti per l’infanzia (omogeneizzati o pannolini) e generi alimentari a lunga conservazione. A differenza dell’altra raccolta di prodotti simili, avvenuta il 29 novembre presso solamente il Conad e il Dimeglio nella frazione S. Vincenzo, anche con l’ausilio del sodalizio “Misericordia”, il 20 dicembre saranno raccolti beni di prima necessità soltanto per i bisogni della Caritas sanseverinese, non per il Banco Alimentare (in Campania a Caserta), come – a livello nazionale – è accaduto per il 29 novembre scorso. Grazie al buon cuore della gente, la mattina e il pomeriggio del giorno previsto per condividere i bisogni dei bisognosi e dei meno abbienti in tutti gli scorsi anni, è diventato sempre più piacevole, appagante, gratificante anche se da qualche tempo a questa parte c’è la crisi, una recessione che pare infinita e che non lascia il campo, non lascia scampo, respiro ai bisognosi e alle famiglie povere, che aumentano sempre più e fanno sempre più fatica ad arrivare non solo alla fine del mese, bensì alla fine della seconda settimana. È veramente un discorso che dovrebbe far riflettere tutti noi più fortunati. Tanta gente si reca molti sabati al mese (da due a quattro) per ricevere alla Caritas non solo il pur utilissimo e materiale pacco con generi alimentari, bensì per ricevere un sorriso, una parola di conforto, per condividere speranze, aspettative e delusioni, in un ideale e rudimentale centro di ascolto, nel quale confidare i bisogni, i crucci e le problematiche relative e connesse con lo stato di umiltà in cui tanti vivono. Alla porta del sodalizio bussano circa 80 famiglie, della parrocchia di S. Antonio e non, anche se ultimamente si è dovuto, per cause di forza maggiore, cioè il gran numero di persone afferenti all’associazione e il problema della vendita da parte di alcuni assistiti di prodotti Agea invendibili, ricorrere a tagli (forse indiscriminati) e a “eliminazioni” di qualcuno, che pure ha ragione, che pure protesta – giustamente. Eppure i “ragazzi” (giovani e meno giovani) che fanno parte della benemerita associazione, si fanno in quattro per tutti, ma vi era bisogno di effettuare una cernita, non per far del male a qualcuno, in quanto le persone che vengono a prendere la busta (e, come detto sopra, non solo quella…) devono effettivamente averne bisogno, non rivendere ad altri quanto distribuito. A proposito della distribuzione, occorre dire che i volontari non si incontrano soltanto il sabato per le buste, ma anche moltissime volte nel corso della settimana, per preparare tutto e anche per gli appuntamenti di formazione e di perfezionamento, con le lectiones di padre Giuseppe (cristologia e lectio divina) e di padre Gianluca. Ritornando alle raccolte, tra cui la prossima del 20, già a novembre la gente ha dato moltissimo, in pochi hanno ignorato il sorriso e il garbo dei giovani presenti davanti ai supermercati succitati, ma occorre anche dire che, con l’aria che tira a livello dell’economia mondiale e italiana in particolare, anche gente che prima donava due o più prodotti, ora invece ha donato “solamente” un pacco di pasta o “poco” altro. Tuttavia nessuno era obbligato a donare e comunque hanno dato in tantissimi. Che dire di più? Appuntamento con gli entusiasti e sempre disponibili (sebbene a volte con gli assistiti si cerchi anche di usare il cosiddetto “pugno di ferro”) volontari della benemerita associazione caritatevole che esiste a S. Severino, appuntamento fissato al giorno 20, sabato, per dare un po’ d’affetto a qualcuno bisognoso stavolta non per donare quanto raccolto per il Banco Alimentare (che i ragazzi raggiungono ogni mese tra l’altro con mezzi di fortuna) ma per dare qualcosa in più nella busta dei frequentatori della sola Caritas.

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.