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Intervista a Luca Fiorillo, assessore di Mercato S. Severino

Inserito da on 7 novembre 2008 – 18:36No Comment
golfo

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Umile, capace, sempre sorridente nonostante alcune grandi sofferenze che nella sua esistenza silenziosa e discreta, riservata come lo è lui, lo hanno purtroppo colpito nel profondo, negli affetti più cari: Luca Fiorillo, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Mercato S. Severino è sempre in lotta, in fermento, sempre in prima linea per aiutare la popolazione più fragile, come giovani disagiati, portatori di handicap, anziani, pensionati e “categorie” più umili.

La sofferenza per lui, medico, è sacra (e così anche per noi e Dio), occorre alleviarla, quando necessario, cioè: sempre…

Gentile ed educato con i più semplici, Fiorillo ha sottoscritto (con l’appoggio della “sua” maggioranza, dell’amministrazione) numerose iniziative a Mercato S. Severino e nel comprensorio della Valle dell’Irno, rivolte ad anziani e disabili.

Per esempio, per ciò che concerne gli anziani, importanti sono risultati i viaggi e soggiorni climatici alle terme di Contursi e/o di Castellammare di Stabia, generalmente a giugno e settembre; oppure la vigilanza da parte dei “nonnini” dinanzi alle scuole, per far attraversare la strada ai bambini.

Ricordiamo anche il progetto di assistenza domiciliare, attuato con successo negli scorsi anni, oltre al telesoccorso, anche se quest’ultimo non è riuscito – a nostro avviso – a decollare bene e ad avere fortuna, almeno a S. Severino…

Insomma, i vecchietti – nonostante l’età avanzata e molte volte tanti acciacchi – non possono lamentarsi riguardo l’attenzione dell’amministrazione nei propri confronti, da Romano e D’Auria.

Tuttavia Fiorillo, in concomitanza con sindaco e vicesindaco di questi anni, ha attenzione, come assessore alle Politiche Sociali, un campo molti delicato della gestione territoriale, anche per i giovani e il ceto povero o medio, che oggi non solo non arriva con il misero stipendio o salario alla fine del mese, cioè alla quarta settimana, ma spesso e “volentieri” neanche all’inizio della terza settimana…

Tra i sussidi per i non abbienti di cui è responsabile il dottore Fiorillo ricordiamo l’assegno sociale (una tantum) a Natale o Pasqua o ferragosto, 250 Euro tra gli altri “dispositivi” per famiglie sulla soglia della miseria elargiti dall’amministrazione. Tra questi vi è il reddito di cittadinanza, contestatissimo perché il pagamento degli anni pregressi ai beneficiari nullatenenti avviene in ritardo, e anche perché la gente dice che vi siano delle preferenze nello stilare la graduatoria degli aventi diritto.

Abbiamo rivolto a Fiorillo una domanda attuale ed alcune estemporanee.

La domanda attuale verte su ciò che egli pensa riguardo la chiusura del Pronto Soccorso a Curteri, un nosocomio in balia della politica sia regionale, “grazie” ai vertici dell’assessorato preposto, sia sanseverinese, con divisioni all’interno del Pd – Partito Democratico – della cittadina, di cui due esponenti hanno sottoscritto un manifesto di preoccupazione riguardo le sorti del presidio, mentre altri politici, sempre di Centrosinistra e nella fattispecie sempre nel Pd, hanno invece “minimizzato” l’attuazione dei tagli e delle razionalizzazioni imposti dalla Regione che sarebbero in un primo momento stati pensati come una scure che si abbatteva sul nosocomio mettendo in pericolo la sopravvivenza del Pronto Soccorso.

In effetti, nel tempo in cui scriviamo, il presidio rischierebbe – per la messa in atto di tali misure restrittive – di essere declassato da Dea [Dipartimento di Emergenza Assistenziale] a “semplice” ospedale territoriale, con accorpamenti e riduzioni di posti letto; una trasformazione che mortificherebbe anche l’alta professionalità dei camici bianchi e personale paramedico ed infermieristico di Curteri…

Ecco le domande: “Che ne pensate della chiusura del Pronto Soccorso a S. Severino?”

Risposta: “Non è certo una cosa positiva. Chiudendo il Pronto Soccorso si dovrebbe chiudere tutto l’ospedale, e ciò sarebbe un danno per il numeroso bacino di utenza formato dai cittadini della Valle dell’Irno e non solo, nonché dai circa 40.000 studenti universitari afferenti all’Ateneo.”

“La decisione di chiudere il Pronto Soccorso – esprime Fiorillo – è il frutto di una politica sanitaria regionale sbagliata, in quanto negli anni si sono elaborate soluzioni frutto solo di spinte clientelari, e non tenendo presente le necessità dei cittadini.”

“Oggi si cerca di rimediare a questi guasti, che hanno procurato debiti per ben 9 miliardi di Euro – afferma il medico di famiglia – colpendo alla fine i cittadini, in particolare le fasce più deboli. La politica sanitaria corretta dovrebbe privilegiare il pubblico, potenziando appunto la sanità pubblica, come l’ospedale, il distretto, il poliambulatorio, e cercando di attuare provvedimenti che facciano risparmiare anche nel campo della sanità privata, per ciò che riguarda le convenzioni esterne e le cliniche.”

Altra domanda: “Come è secondo voi la situazione della sanità in generale, in Campania?”

Risposta: “E’ una situazione precaria anche in Campania, non c’è chiarezza di intenti da parte degli amministratori, si attua solamente una politica economicistica, peraltro confusa, e non una politica “tecnica” che individui i reali bisogni del territorio e dei cittadini.”

“Perché esiste l’Ufficio Politiche Sociali, a S. Severino come altrove?”

“Esiste tale ufficio perché questo rappresenta l’unico punto di riferimento per i cittadini meno fortunati, gli “ultimi” della società, che trovano nel Comune un alleato, un amico; questo anche se vi sono comunque dei limiti, per contingenze economiche e legislative.”

“Quali novità e/o altre iniziative da parte dell’Ufficio Politiche Sociali a S. Severino, cosa si sta attuando, quali progetti per i più deboli?”

“Attualmente stiamo portando avanti i progetti già “vecchi”, già del ’95. che riguardano come sempre soprattutto disabili, anziani, studenti diversamente abili e meno abbienti. A questi cittadini diamo la possibilità di usufruire di assistenza domiciliare, assistenza scolastica, trasporto mediante pulmino presso i centri di riabilitazione presenti sul territorio, come l’Anffas, l’Istituto Juventus, e altri.”

“Inoltre – conclude Fiorillo – la struttura dell’Ufficio Politiche Sociali permette una possibilità di ascolto da parte dei dipendenti stessi, verso i cittadini più deboli che spesso nella nostra società non trovano persone disposte ad ascoltare o meglio a capire, comprendere le loro istanze.”

ANNA MARIA NOIA

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